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Oncologia

Basta con la tortura del lavaggio intestinale prima della colonscopia

pubblicato il 12-09-2012
aggiornato il 17-07-2017

Un nuovo metodo studiato da ricercatori americani utilizza un programma di computer per individuare eventuali adenomi senza bisogno di purghe fastidiose

Basta con la tortura del lavaggio intestinale prima della colonscopia

La parte più antipatica dell’esame che, come dice Renato Pozzetto nella pubblicità del programma di screening dei tumori del colon-retto, può salvarti la vita è costituita dalla preparazione per la pulizia intestinale. In confronto l’esame in sè, effettuato con un colonscopio flessibile a fibre ottiche, è una passeggiata. mentre tutti i pazienti ricordano quantomeno con fastidio i tre giorni di preparazione con tanto di purga finale. D’altro canto se la pulizia intestinale non viene eseguita correttamente si pregiudica l’efficacia dell’esame.

LA TAC COLONSCOPICA

Ma adesso potrebbe cambiare tutto: i ricercatori della California University di San Francisco diretti da Michael Zalis invece di far eliminare materialmente le feci dall’intestino dei pazienti, hanno fatto in modo che ad eliminarle ci pensasse virtualmente un computer e lo studio che illustra questo nuovo metodo è stato pubblicato sugli Annals of Internal Medicine. I ricercatori hanno segnalato al computer le feci tramite un marcante studiato apposta per legarsi ai materiali fecali che così sono diventati completamente visibili a una Tac colonscopica, a cui non sono sfuggiti nemmeno i più piccoli frammenti delle anse intestinali più recondite.

La dieta di preparazione alla colonscopia

UN SEGNALE TRACCIANTE 

A quel punto il computer, adeguatamente programmato a riconoscere il segnale del tracciante, non ha fatto altro che una sottrazione digitale delle feci dalle immagini e il lume intestinale è comparso in tutta la sua chiarezza mettendo in risalto là dove fossero presenti adenomi o polipi. I risultati sono stati simili a quelli del metodo convenzionale eseguito come confronto di controllo, con l’identificazione di oltre il novanta per cento degli adenomi di almeno dieci millimetri. Invece delle solite lamentele dei pazienti reduci da una colonscopia, il 62% di quelli che l’avevano fatta con la sottrazione digitale si è dichiarato soddisfatto. Se si considera che questo esame espone anche a meno radiazioni della Tac convenzionale usata nei casi in cui i pazienti rifiutano la colonscopia a fibre ottiche, potrebbe rappresentare un’ottima chance che espone i pazienti a pochi rischi e può motivarli a un esame che spesso sono restii ad eseguire per il fastidio che può comportare.

 


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