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Oncologia

Dieta ipoglicemica e metformina nella lotta al cancro

pubblicato il 06-05-2019

L'utilizzo della metformina e la carenza di "zucchero" possono indurre la morte delle cellule tumorali. A dimostrarlo uno studio tutto italiano pubblicato su Cancer Cell

Dieta ipoglicemica e metformina nella lotta al cancro

Un vecchio farmaco - la metformina - e una dieta ipoglicemica potrebbero diventare un'arma in più nella lotta al cancro. Uno studio italiano coordinato da Saverio Minucci (direttore del Programma Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia) ha scoperto il meccanismo molecolare che può indurre la morte nelle cellule tumorali. La strategia, sulla carta, è semplice: per sconfiggere il tumore occorre farlo «morire di fame". I risultati sono stati pubblicati dalla rivista Cancer Cell.

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AGIRE SUL METABILISMO TUMORALE

Nella lotta al cancro ogni arma è lecita. Anche se negli ultimi anni l'immunoterapia ha rivoluzionato la cura del cancro -e continuerà a farlo-, sono diversi gli approcci che la ricerca sta mettendo a punto per affrontare la malattia. Uno di questi è l'azione sul metabolismo del tumore. Gli scienziati stanno infatti già lavorando a quello che in futuro sarà probabilmente un altro pilastro terapeutico. Obbiettivo dei farmaci del futuro sarà quello di agire a livello della “produzione di energia” da parte della cellula tumorale. Interrompendo questo processo metabolico, il tumore avrà difficoltà a crescere. Ed è proprio in questa direzione che è andata la ricerca del gruppo italiano.

METFORMINA: UN ANTIDIABETICO UTILE NELLA LOTTA AL CANCRO

Già da diverso tempo alcuni studi hanno evidenziato che nei pazienti diabetici in cura con metformina la probabilità di andare incontro ad alcuni tumori è stranamente inferiore rispetto alla media. Partendo da questo dato gli scienziati hanno provato ad utilizzare la metformina a proprio vantaggio: «Da circa un secolo si sa che il metabolismo è una delle differenze chiave fra la cellula cancerosa e quella sana - spiega Minucci - e quindi deve essere possibile uccidere le cellule malate sfruttando questa differenza. La cellula usa due processi per generare energia: la glicolisi, che si basa sulla disponibilità di glucosio, e la fosforilazione ossidativa, che può essere inibita con la metformina. Noi abbiamo pensato di attaccare il metabolismo mirando al fenomeno della «plasticità metabolica», vale a dire la strategia con cui la cellula cancerosa si adatta, passando dalla glicolisi alla fosforilazione ossidativa e viceversa, in condizioni di mancanza di nutrimento. Nel nostro studio, riducendo il tasso glicemico con la dieta e somministrando metformina, abbiamo inibito la plasticità metabolica e abbiamo fatto morire le cellule tumorali».

Non solo, grazie a una dettagliata analisi funzionale a livello molecolare gli scienziati hanno scoperto che ciò che fa morire la cellula tumorale è l’attivazione della proteina PP2A e del suo circuito molecolare. Un dato importante non solo dal punto di vista scientifico ma anche utile per la clinica. «Ipotizziamo infatti - spiega l'esperto - che i pazienti che presentano una mutazione in questo circuito potrebbero non rispondere alla futura terapia con dieta e metformina».

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SPERIMENTAZIONE NELL'UOMO

Ottenuto dunque in laboratorio un importante risultato, il prossimo passo sarà quello di verificarne l'efficacia nell'uomo. Nella sperimentazione clinica che partirà a breve dovrà essere confermata la tollerabilità della combinazione e inoltre in via preliminare si dovrà valutare l’efficacia della combinazione di una dieta ipoglicemica e metformina per fermare la progressione del tumore, in aggiunta a terapie già in uso come la chemioterapia. «Siamo nelle condizioni di avviare immediatamente studi clinici e questo passaggio così rapido è molto raro nel passaggio dalla ricerca di base alla clinica, ed è per noi motivo di grande soddisfazione e di aspettativa per gli sviluppi futuri», conclude Minucci. 

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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