Il tumore della prostata colpisce circa 30.000 italiani ogni anno e per molti una delle conseguenze dei trattamenti più temute è la disfunzione erettile. Di recente, la Società italiana di Andrologia ha lanciato un appello perché anche le protesi del pene siano inserite nei LEA e siano rimborsabili per i pazienti oncologici che ne hanno bisogno. Ma sono sempre meno necessarie, a fronte di tante soluzioni possibili.
LA DISFUNZIONE ERETTILE
La disfunzione erettile, insieme all’incontinenza, hanno rappresentato a lungo i rischi più frequenti connessi al trattamento del tumore della prostata, il più diffuso nella popolazione maschile, che rappresenta il 18,5% di tutte le neoplasie diagnosticate negli uomini a partire dai 50 anni di età. Negli ultimi anni, tuttavia, è stato possibile ridurre al minimo queste problematiche grazie a una diagnosi più precisa – attraverso visite urologiche, dosaggio dell’Antigene Prostatico Specifico (PSA) e risonanza magnetica prostatica multiparametrica, che permette di evitare invasive biopsie – e al miglioramento delle tecniche chirurgiche.







