Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Oncologia

La molecola che scova le cellule dormienti del tumore

pubblicato il 14-03-2014
aggiornato il 01-02-2017

Sono promettenti i primi risultati di un nuovo farmaco sui tumori del colon che non rispondono alle terapie tradizionali. Nuovo il meccanismo di azione che interferisce sulla respirazione cellulare

La molecola che scova le cellule dormienti del tumore

Si chiama VLX600 l’ultima molecola scoperta da un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute, della Uppsala University e di alcuni altri centri la quale sembrerebbe in grado di arrestare la crescita di alcuni tumori solidi, in particolare del colon, resistenti alle terapie tradizionali. I promettenti risultati pre-clinici, pubblicati sulla rivista Nature Communication, dovrebbero dare avvio entro l’anno ad uno studio clinico che ne attesti l’efficacia prima sull’animale e poi sull’uomo.

 

LE CELLULE DORMIENTI

Sono dette ‘cellule dormienti’ ed hanno la caratteristica di collocarsi in zone centrali dei tumori solidi scarsamente raggiunte da ossigeno e nutrienti, fattore che le rende quasi del tutto inattive, ma soprattutto poco responsive alle terapie. «Questo significa che dopo un iniziale controllo della malattia – spiega Stig Linder, fra gli autori dello studio – il tumore, resistente ai farmaci, riprende la sua crescita». Ma una nuovissima molecola potrebbe cambiare la genesi di queste ‘difficili’ neoplasie. «In studi preclinici – continua il ricercatore – abbiamo dimostrato che la molecola VLX600 è in grado di ridurre la capacità della cellula di acquisire energia e ossigeno, andando incontro alla morte».

 

IL PARERE DELL’ESPERTO

«Il prodotto è molto interessante – commenta il professor Dino Amadori, Direttore Scientifico dell’Istituto Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori e specialista in tumori solidi - perché contrariamente ai chemioterapici che hanno un effetto killer indiscriminato sulle cellule e agli agenti biologici che vanno a colpire dei particolari bersagli molecolari o microambientali che riducono l’angiogenesi e affamano il tumore, esso va ad interferire con l’attività mitocondriale della cellula».

I mitocondri sono l’organello che governa la respirazione cellulare: se funzionano bene la cellula sopravvive, mentre se si alterano questa può andare incontro alla morte programmata (apoptosi) o diventare poco attiva. «Il lavoro svolto dai ricercatori svedesi – continua Amadori – non solo è interessante perché fa vedere come la molecola agisce, ma soprattutto fornisce risultati osservati su cellule tridimensionali del tumore del colon, ossia cellule che riproducono la struttura reale della malattia.

Il secondo aspetto interessante riguarda il meccanismo di azione della molecola che va a interferire con la funzionalità dei mitocondri, che possiamo definire il polmone della cellula, causandone la sofferenza in toto e indipendentemente dall’eventuale presenza di bersagli molecolari su cui invece agiscono gli attuali farmaci a disposizione. Questo consente alla molecola di acquisire una maggiore efficacia». Nulla è ancora certo, ma molto ci si attende dagli studi in vivo sull’animale, che testerà attività tolleranza e tossicità della VLX600, e poi da quelli sull’uomo.


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza