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Oncologia

L'aspirina è davvero la pillola antitumori

pubblicato il 09-04-2013
aggiornato il 03-10-2017

Una nuova ricerca conferma il valore protettivo dell’acido acetilsalicilico su alcuni tumori: dopo quello del polmone, dell’intestino, del colon e dell’esofago, ecco ora il melanoma

L'aspirina è davvero la pillola antitumori

L’aspirina può ridurre il rischio di rischio di melanoma. E’ quanto risulta da uno studio americano pubblicato dalla rivista Cancer. Ricercatori dell’Università di Stanford guidati dal dottor Jean Tang hanno seguito per un lungo periodo di tempo (12 anni) 59.800 donne  di etnìa bianca scelte all’interno di un grande studio di osservazione,  detto «studio di coorte», in cui un gruppo di soggetti viene identificato sulla base di un evento o di una condizione fisica precisi, in una data precisa. Per lo studio sugli effetti preventivi dell’aspirina contro il melanoma, sono state incluse nella ricerca donne che erano già sotto osservazione in un grande e ormai famoso studio, il Women’s Health Initiative,  che  fu  lanciato nel 1991 dall’ente pubblico americano National Institutes of Health (Nih) per approfondire gli studi sulla salute delle donne.

ASPIRINA A LUNGO TERMINE 

I risultati sono più che incoraggianti: prendere aspirina diminuisce del 21 per cento il rischio di sviluppare un melanoma, e più il periodo è lungo, più appare evidente il beneficio, tanto che le donne che hanno preso aspirina per un periodo uguale o superiore a 5 anni hanno mostrato una diminuzione di rischio del 30 per cento rispetto alle donne che non hanno mai seguito questo trattamento.


PROTEZIONE DAI TUMORI 

Questo studio su melanoma e aspirina va ad aggiungere quindi un’ulteriore buona notizia alle osservazioni di una ricerca pubblicata nel dicembre del 2010 dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale The Lancet , in cui si dava conto di un effetto preventivo dell’aspirina su molti tipi di tumore, con percentuali veramente importanti: per tumore del polmone, dell’intestino, del colon e dell’esofago, un rischio globale diminuito del 20 per cento dopo 5 anni di assunzione, e  del 30 per cento dopo 7 anni e mezzo.


SENZA BREVETTO

Particolarmente interessante suscita il fatto che l’aspirina, il cui brevetto è decaduto, è ormai un farmaco «libero» che non va ad alimentare profitti di mercato, il che consente di riconoscere un vero carattere d’indipendenza agli studi. E di dare ai pazienti indicazioni cliniche, come ad esempio quella di usare l’aspirina a prescindere dal suo uso per varie patologie, nell’ottica di promuovere stili di vita favorevoli alla salute. Una piccola nuova abitudine, a partire dai 40-50 anni di età, accompagnata  da un bicchiere di latte come gastroprotettore e soprattutto dal parere del proprio medico.

 


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