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Oncologia

Niente lampade per ragazzi e donne incinte

pubblicato il 04-07-2011

Nuove regole per i solarium. Ecco il decalogo per un uso intelligente dell’abbronzatura artificiale: chi può farla, chi no e come ottenere una tintarella sicura

Niente lampade per ragazzi e donne incinte
Nuove regole per i solarium. Ecco il decalogo per un uso intelligente dell’abbronzatura artificiale: chi può farla, chi no e come ottenere una tintarella sicura

 

Arrivano nuove regole per i solarium e gli appassionati della tintarella: le apparecchiature abbronzanti non potranno essere utilizzate dai minori di 18 anni, dalle donne in gravidanza, da chi ha avuto tumori della pelle e chi si scotta facilmente. E’ questo il succo di un decreto interministeriale firmato dal ministro della Salute Francesco Fazio e che traccia linee normative su varie strumenti elettromeccanici per uso estetico (non solo lettini e docce solari, ma scalda ceretta, laser, depilatori, saune e bagni turchi). Il provvedimento, giunto a pochi giorni dall’Euromelanoma Day di lunedì 16 maggio e  in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevede anche la definizione delle caratteristiche di sicurezza minime richieste per le suddette apparecchiature.

I DANNI DEI RAGGI UV - Il presupposto è noto: l’esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) è associata a invecchiamento precoce e all’aumento del rischio di sviluppare patologie della pelle, compresi tumori. Tant’è che nel 2009 l’Agenzia internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Salute definì le apparecchiature abbronzanti «cancerogene per l’uomo», dopo aver esaminato oltre 20 studi epidemiologici che, fra l’altro, sottolineavano un aumento del 75 per cento del rischio di melanoma se l’uso delle apparecchiature abbronzanti inizia prima dei 30 anni (in Itlia sono 700mila i ragazzi fra i 14 e i 18 anni che fanno lampade più volte al mese). 

NON E’ COME IL SOLE - Da tempo i dermatologi sottolineano la differenza fra l’esposizione alla luce solare, indispensabile alla nostra salute se praticata con moderazione, e l’esposizione ai raggi UV artificiali, che possono avere un’intensità anche 8-10 volte maggiore, priva degli effetti benefici del sole, come la stimolazione di produzione di vitamina D. Se proprio non si vuole rinunciare alla pelle dorata senza trascorrere tempo all’aria aperta, almeno si cerchino le informazioni giuste.

A CIASCUNO LA SUA ABBRONZATURA - La sensibilità alle radiazioni ultraviolette è estremamente variabile, così com’è variabile il danno che se ne può ricavare, sempre comunque proporzionato alla dose totale di raggi UV assorbiti. Ecco perché è fondamentale la moderazione e la consapevolezza del proprio livello di suscettibilità o fototipo. In sintesi, le persone con pelle e occhi chiari sono generalmente più esposte al rischio, al contrario dei soggetti tipicamente mediterranei con occhi e capelli scuri e la pelle che si scurisce facilmente.

IL DECALOGO:

  • Chiedere un parere preventivo al dermatologo prima di iniziare il trattamento
  • Stabilire un programma di sedute idoneo al proprio fototipo
  • Proteggere sempre anche gli occhi con occhiali idonei, per evitare infiammazioni della congiuntiva e della cornea, e togliere le lenti a contatto
  • Prima della seduta rimuovere ogni tipo di prodotto cosmetico e non applicare creme protettive o prodotti per accelerare l’abbronzatura
  • Informarsi sugli effetti nocivi dell’esposizione, evitarla se si hanno molti nei o lentiggini, se da bambini o ragazzi si riportavano frequenti ustioni solari, se si è predisposti all’eritema solare
  • Non esporsi al sole e non fare altre lampade nelle 48 ore precedenti o successive
  • Alcuni farmaci, definiti fotosensibilizzanti, possono provocare una reazione eccessiva a esposizioni altrimenti innocue ai raggi ultravioletti; fra i più comuni:  contraccettivi orali, antinfiammatori non steroidei (FANS), antistaminici, alcuni antibiotici, diuretici, antiaritmici, antimicotici, immunosoppressori. Meglio evitare di utilizzarli o rinunciare alla seduta; nel dubbio, chiedere al farmacista o al medico
  • La prima volta, provare la risposta della pelle con una durata dimezzata rispetto a quella prevista
  • Seguire le istruzioni tecniche sulla distanza dalla lampada, la durata dell’esposizione e la frequenza delle sedute
  • Interpellare sempre il medico se si notano anomalie dopo l’esposizione

Donatella Barus


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