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Oncologia

Sani al sole (purché bene informati)

pubblicato il 12-09-2011
aggiornato il 18-01-2017

I raggi solari fanno bene alla salute, sono le scottature ad essere pericolose per la pelle. Anche le creme solari vanno usate con moderazione. E, per giocare d’anticipo contro il melanoma, è importante tenere sott’occhio i nei

Sani al sole (purché bene informati)

I raggi solari fanno bene alla salute, sono le scottature ad essere pericolose per la pelle. Anche le creme solari vanno usate con moderazione. E' importante tenere sott’occhio i nei

«Il sole è un prezioso alleato della nostra salute, ma se si esagera può esporci a dei rischi. Come sempre, in ogni cosa, occorre moderazione». In poche e semplici parole Natale Cascinelli, ex presidente del Programma Melanoma dell’Organizzazione mondiale della Sanità, chiarisce il giusto atteggiamento che bisogna tenere nei confronti dei raggi ultravioletti.

Il sole fa bene all’umore (stimola la produzione di endorfine) e alle ossa. Uno dei suoi effetti principali è lo stimolo della sintesi di vitamina D (che per il 90 per cento produciamo grazie al sole e solo per il 10 introduciamo coi cibi), un vero toccasana per rafforzare le ossa e contro malattie infettive, autoimmuni e cardiovascolari. «Scientificamente – continua l’esperto - non è stato dimostrato nessun legame diretto fra i raggi ultravioletti e l’insorgenza di un melanoma (che fra l’altro è un tumore più frequente in zone del corpo normalmente meno esposte alla luce, come il busto). L’importante è sostanzialmente non scottarsi, perché sono proprio le bruciature a mettere a repentaglio la pelle».

Bisogna dunque evitare di esporsi eccessivamente ai raggi nelle ore più calde (tra le 11 e le 15), usare un filtro solare con fattore adeguato al proprio fototipo (cioè il tipo di carnagione e capigliatura) e, specie per chi ha pelle chiara, è utile indossare indumenti adeguati per la protezione.

GLI ITALIANI? INFORMATI MA NEGLIGENTI – Regole note da tempo, continuamente ribadite dagli specialisti. Tanto che ormai la stragrande maggioranza degli italiani ne è consapevole, eppure le ignora come dimostrano due recenti sondaggi. Il primo condotto dalla clinica dermatologica dell’Università de L’Aquila su 1.204 alunni di licei e istituti tecnici dimostra che i ragazzi  conoscono i rischi legati a una scorretta esposizione solare, i nomi dei tumori della pelle e le loro cause, ma poco più di uno su 10 dichiara di usare le necessarie precauzioni e ben quattro su 10 ammettono di non ricorrere mai a alcuna misura protettiva.

La seconda indagine (presentata durante il Congresso Nazionale di Scienze dermatologiche) evidenzia che il 90 per cento dei connazionali sa che stare al sole senza protezione danneggia la pelle, la fa invecchiare prima e può far venire tumori cutanei, ma ben il 40 per cento fa a meno della protezione solare.

OCCHIO AI NEI  - Secondo le statistiche, poi, solo un connazionale su tre si fa controllare periodicamente i nei, come invece dovrebbe fare una volta all’anno chi ne ha molti o ha già avuto casi di melanoma in famiglia. Importante è anche un auto-controllo periodico (ogni tre mesi) di tutta la superficie della propria pelle, rivolgendosi a un dermatologo quando si osserva nel neo un cambiamento di colore, forma, dimensione oppure quando ne compare uno nuovo.

«Se preso precocemente, quando basta la solo asportazione chirurgica, il melanoma è una delle forme di cancro più guaribili ed è inaccettabile che ci sia ancora oggi una diagnosi ritardata – sottolinea Alessandro Testori, direttore della Divisione melanomi e sarcomi muscolo cutanei dell’Istituto europeo di oncologia di Milano -: basta fare subito una visita se si notano delle lesioni. Chi ha molti nei, poi, può fare una volta all’anno una visita dermatologica coadiuvata da un esame in epiluminescenza».

Con una diagnosi precoce guarisce, infatti,  l’80-85 per cento delle donne e il 70-75 per cento degli uomini, a fronte di percentuali praticamente nulle in caso di melanoma già in fase avanzata.
Serve maggiore informazione, secondo Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di oncologia medica e terapie innovative all’Istituto dei tumori Fondazione Pascale di Napoli, perché se la stragrande maggioranza delle donne ormai si sottopone a regolari controlli al seno e ginecologici, deve essere così anche per le visite dermatologiche.

«In Campania abbiamo varato un progetto innovativo – aggiunge l’oncologo -: è stato messo nelle farmacie un apparecchio che fotografa i nei con una dermatoscopia, poi l'immagine viene inviata all’Istituto ed entro 72 ore mandiamo il referto direttamente alla farmacia, così il paziente se necessario può immediatamente venire da noi per una visita più accurata».

CREME SOLARI CON MODERAZIONE -  Il melanoma colpisce sempre di più anche i giovani, la sua incidenza è aumentata di 10 volte negli ultimi 50 anni e ogni anno in Italia i nuovi casi sono quasi 8mila l’anno, 1.500 i decessi.

I casi sono in continuo aumento – spiegano gli oncologi - ma la mortalità è in lieve calo grazie alla diagnosi precoce. I motivi di questo boom sono ancora dibattuti: da un lato i 50enni che si ammalano oggi sono i bambini che erano lasciati a «bruciare» sotto il sole 40 anni fa, quando non c’era la cultura della protezione solare. Dall'altro, le nostre vacanze sono cambiate e la tintarella «mordi e fuggi», magari solo nel week end, o fuori stagione impedisce alla pelle di abbronzarsi gradualmente,  esponendoci a pericolose scottature.

Contro questa forma di cancro, poi, le creme protettive per il sole servono fino a un certo punto «e se si esagera rischiano addirittura di diventare controproducenti - sottolinea Testori - Anzitutto le creme dopo due ore vanno rimesse, così come dopo  il bagno in mare o in piscina. Soprattutto le creme annullano il segnale di attenzione della scottatura». In altre parole, non ci si accorge se la pelle ha superato la soglia di sopportazione dei raggi ultravioletti perché non si sente la sensazione fisica della scottatura. E il rischio melanoma aumenta.

Vera Martinella


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