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Oncologia

Tumori: cosa ne sanno e cosa pensano gli adolescenti italiani?

pubblicato il 28-01-2015
aggiornato il 07-06-2017

I dati di un’indagine della Fondazione Veronesi per sondare punti di forza e fragilità dei ragazzi. La campagna web #fattivedere per invitare a non nascondersi

Tumori: cosa ne sanno e cosa pensano gli adolescenti italiani?

E’ partita la campagna web #fattivedere, rivolta ai ragazzi per parlare di tumore e adolescenti. Un tema delicato e difficile, spesso indigesto anche agli adulti, figurarsi a un teenager. Ma il messaggio è che non c’è tempo per mettere la testa sotto la sabbia, che la salute va tutelata innanzitutto conoscendo il problema, in secondo luogo affrontandolo. Organizzata dalla Fondazione Umberto Veronesi, la campagna occuperà i canali media e social network per tutto il mese di febbraio, con l’apice il 15 febbraio, Giornata mondiale dei tumori infantili.

 

I TUMORI NEGLI ADOLESCENTI

Sono un migliaio l’anno gli adolescenti italiani colpiti da tumore: soprattutto da leucemie, linfomi, tumori ossei e sarcomi, tumori cerebrali. A cui si sommano circa 2.500 bambini. Nonostante i progressi straordinari compiuti dall’oncologie pediatrica nell’ultimo quarantennio, il cancro resta la prima causa di morte in quella fascia d’età. Proprio i ragazzi pagano un prezzo più alto alla malattia, denunciano gli oncologi: il tumore li colpisce duramente e rispetto ai più piccoli le probabilità di guarigione sono inferiori. Perchè? Le ragioni sono complesse e hanno a che fare con protocolli di cura non sempre adeguati (a volte i limiti di accesso per età ai reparti pediatrici impediscono ai medici di inserire il paziente nel piano di cure più adatto) e con una diagnosi spesso tardiva. Anche qui, i numeri fanno francamente impressione. Secondo un’analisi condotta nel 2013 dagli esperti dell’Istituto nazionale tumori di Milano,  i ragazzi dai 15 ai 22 anni arrivano a una diagnosi in media 137 giorni dopo i primi sintomi, contro i 47 giorni dei bambini fino ai 14 anni.



L'INDAGINE

La Fondazione Veronesi ha voluto lanciare un’indagine, condotta da AstraRicerche, per sapere cosa pensano i ragazzi italiani del cancro e cosa sanno in tema di salute. I risultati sono stati significativi. I nostri adolescenti (15-19 anni) non sono degli sprovveduti, tutt’altro. Otto su 10 dicono di essere molto o abbastanza attivi per quanto riguarda la propria salute e di tenersi informato; più della metà dice di vedere il medico più volte l’anno e un altro terzo vi si reca almeno una volta. Solo 12 su centro ammettono di non fare mai visite di controllo. Sui fattori di rischio e di benessere hanno le idee chiare, citano (85%) alimentazione, sport, astensione da fumo e alcol, inquinamento e stress come elementi determinanti. Meno convinti (77%) su visite ed esami di controllo regolari.

 

MALATTIE TUMORALI E FATTORI DI RISCHIO

Sanno (80%) che il cancro può colpire anche bambini e adolescenti; la metà dei ragazzi, anzi, ritiene che siano malattie “molto diffuse”. Per fortuna così non è. Molti (54%) pensano che anche per gli adolescenti le cause del tumore siano legate a abitudini errate, come dieta scorretta, fumo e alcol, certamente determinanti per i tumori dell’adulto, ma meno per giovani e giovanissimi, data l’età di insorgenza.


Quando la depressione può essere fatale negli adolescenti

SI PERDE TEMPO

Al momento però di mettere in pratica strategie di prevenzione, i ragazzi si mostrano più smarriti. In particolare, in presenza di segni preoccupanti (un gonfiore, un nodulo o una macchia, dimagrimento o stanchezza inspiegati) quasi uno su quattro (22%) aspetta di vedere come va, senza parlarne con un adulto e perdendo tempo prezioso nel caso si tratti di una malattia seria.

LA CAMPAGNA

Ecco perchè la Fondazione Umberto Veronesi ha lanciato la campagna web #fattivedere: per dira ai ragaazzi di tenere gli occhi aperti e di rivolgersi senza timori a un medico in caso di bisogno. Organizzata in collaborazione con Agenzia77, coinvolgerà Youtubers e blogger come Francesco Sole, Irene Colzi, Laura Comolli, Andrea e Michele, Mariano di Vaio, Valentina Pegorer e Diana Del Bufalo. Francesco Facchinetti sarà un testimonial di spicco. Il simbolo della campagna #fattivedere è il braccialetto in ecopelle appositamente disegnato e realizzato da CaCo Design, azienda bresciana specializzata in accessori moda. Il ricavato della vendita del braccialetto sarà devoluto a favore dei progetti di oncologia pediatrica sostenuti da Fondazione Veronesi. 

Per saperne di più sulla campagna e sulle iniziative che dureranno per tutto il mese di febbraio: http://goldforkids.it/


@donatellabarus

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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