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Pediatria

L’emicrania che i giovani non sanno curare

pubblicato il 18-02-2014
aggiornato il 31-10-2017

Il mal di testa colpisce in Italia 10 bambini su 100 e per curarlo si arriva a prendere 15 pastiglie al mese. Il fai-da-te è errato e non rappresenta la soluzione del problema

L’emicrania che i giovani non sanno curare

È in aumento, fra i più giovani, la cefalea cronica: colpa (anche) dell’uso-abuso di antidolorifici, con all’incirca 15 pasticche al mese, a cui si ricorre in via terapeutica. A mettere in guardia sulla  scorretta abitudine farmacologica è il Centro Cefalee dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

IL PROBLEMA

Ogni anno, al Centro, sono seguiti circa 1500 giovani pazienti, 750 in day hospital, con una problematica ricorrente: cefalea cronica. «Stiamo registrando sempre più casi di emicrania, la più frequente patologia neurologica in età pediatrica, – spiega Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro della struttura romana – e in molti casi gli attacchi emicranici superano i 15 al mese. Una delle cause va ricercata proprio nel cattivo utilizzo dell’antidolorifico adottato come il mezzo di cura più rapido e più facile perché autoprescivibile e autogestibile». Un comportamento, però, che alla lunga si paga: un disturbo, mal curato, a poco a poco può diventare invalidante con ripercussioni negative sulla qualità della vita e sul rendimento scolastico con giorni di scuola persi.

 

COSA FARE

Mai il fai da-te, questa è la prima regola. «In presenza di mal di testa ricorrenti - continua lo specialista - occorre rivolgersi al medico di famiglia (pediatra) per una accurata diagnosi. Nella maggior parte dei casi, all’incirca il 60%, si tratta di emicrania, mentre nelle restanti la causa potrebbe essere ricondotta ad altre malattie quali le infezioni delle vie aeree o più raramente a patologie cerebrali serie. Anche i problemi di natura psicologica sono un importante fattore scatenante dell’emicrania, la quale si manifesta con attacchi più frequenti in periodi di stress per i bambini, come può essere la scuola, migliorando nettamente durante le vacanze». Sarà poi il medico, laddove necessario, ad indirizzare in un secondo tempo al Centro specializzato o a avviare a indagini più accurate come l’analisi del fondo oculare utile alla diagnosi di patologie di base più complesse.

 

TERAPIA

Stop all’abuso di antidolorifici che portano il più delle volte alla cronicizzazione del problema. «L’indicazione del tipo, dosi e frequenza di questi farmaci  – continua Valeriani – deve essere data dal medico, specie in presenza di attacchi di emicrania molto ricorrenti. Per questi esistono differenti opzioni terapeutiche con farmaci realmente curativi, che sono diversi dagli antidolorifici e che, agendo sulla causa dell’emicranica, portano al miglioramento del sintomo e, in generale, a un più efficace controllo della condizione dolorosa».


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