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Pediatria

Meningite, ecco perché è importante vaccinarsi

pubblicato il 22-05-2015
aggiornato il 21-02-2017

Dopo il picco di casi registrato in Toscana, l’esperto spiega come la prevenzione può salvare la vita di un bambino. Ma l'antidoto non è ancora offerto da tutte le Regioni

Meningite, ecco perché è importante vaccinarsi

Vaccino contro la meningite: scarica il quaderno della FondazioneVeronesi

 

Ventuno casi, soltanto in Toscana, da gennaio a oggi: con quattro decessi. Poco più di settanta le diagnosi registrati dall’inizio dell’anno lungo l’intera Penisola. Il recente picco di contagi ha riacceso i riflettori sulla meningite, malattia infettiva che ha nelle sue origini batteriche - esiste anche di tipo virale - le forme più gravi e talvolta letali (in un caso su dieci). Alla base della recrudescenza, secondo diversi esperti, c’è il calo delle vaccinazioni. Oggi è possibile difendersi dalla malattia - all’incirca mille i casi che si registrano ogni anno in Italia - “immunizzandosi” contro i quattro batteri responsabili dell’80% dei casi di malattia: l’haemophilus influenzae B, lo pneumococco, il meningocco B e C.

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MENINGITE, COME RICONOSCERLA?

Le ultime notizie di cronaca riportano un picco della malattia in Toscana, regione seconda soltanto alla Puglia per numero di contagi ogni anno. Cosa preoccupa della malattia? La mancanza di profilassi e la pericolosità. Se a colpire i bambini, quasi sempre entro l’anno di vita, sono più spesso i due meningococchi, l’agente responsabile della malattia negli anziani è quasi sempre lo pneumococco. L’infezione provoca un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, le meningi, per l’appunto.  A contraddistinguere la malattia è in prima battuta l’influenza, che si presenta con febbre alta e mal di testa. Altri sintomi tipici sono l’irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale), vomito o nausea, alterazione dello stato di coscienza, convulsioni, sensibilità alla luce.

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VACCINO GRATIS, MA NON PER TUTTI

In tutti i casi, comunque, esiste il vaccino. Contro il meningococco C - dall'inizio dell'anno protagonista di un'epidemia senza precedenti in Niger - un antidoto (quadrivalente o coniugato) è disponibile già dal 2006 ed è consigliato a chi soffre di alcune immunodeficienze acquisite e a chi si reca in zone dove la malattia è molto frequente. Per difendersi dall'infezione da pneumococco, invece, il vaccino è disponibile dal 2013 e consigliato a tutti bambini entro l'anno di vita. L’ultimo a essere sviluppato, invece, è quello contro il meningococco B, «un batterio responsabile del 30% dei casi di meningite che può uccidere l’ospite anche in meno di ventiquattro ore», spiega Alberto Villani, responsabile dei reparti di pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

C’è un però: la vaccinazione anti-meningococco B è offerta dal Sistema Sanitario Nazionale soltanto in Basilicata, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Liguria, Veneto e a Bolzano. Dove la procedura non è rimborsata, invece, può essere acquisita con una spesa compresa tra 35 e 60 euro (in base all’Asl di competenza) o con 90 euro: comperando l’antidoto in farmacia. Per il vaccino contro il meningococco B è prevista la somministrazione di tre dosi nel primo anno di vita e di una all’anno di età o, per i bambini più grandi, di solo due dosi.


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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