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Luoghi comuni

Quella che è forse la più prestigiosa rivista scientifica al mondo, Science, pubblica un’interessante analisi che confronta le opinioni degli scienziati a quelle degli adulti statunitensi

Luoghi comuni

Quella che è forse la più prestigiosa rivista scientifica al mondo, Science, pubblica un’interessante analisi che confronta le opinioni degli scienziati a quelle degli adulti statunitensi. Le domande sulla fiducia degli intervistati su varie tecnologie sono molto vaste e le risposte per nulla scontate.

Tra le risposte prevedibili invece è quella sulla diversa fiducia verso i cibi Ogm dove si raggiunge la più estesa divaricazione tra la fiducia degli scienziati sugli Ogm (88%) e la fiducia del pubblico (37%), con una distanza quindi di 51 punti.

Seguono in classifica la fiducia verso validità della sperimentazione animale con un differenziale di 42 punti, la fiducia nel consumo di alimenti dove sono stati usati pesticidi con 40 punti di differenza e la convinzione che a provocare i cambiamenti climatici sia stata l’attività umana (con 37 punti di distacco con gli scienziati convinti della responsabilità umana molto più del pubblico adulto intervistato).

Se non sorprende che la fiducia verso gli Ogm segni la maggior distanza dalla percezione pubblica, non può non stupire che solo una minoranza (37%) degli statunitensi abbia fiducia nel cibo Ogm. Eppure siamo nella patria degli Ogm. Forse un segnale che a fare le grandi scelte non ci si affida ai tribunali popolari, ma si usano le teste migliori del Paese?

Ma sorprende anche che ci siano molti più scienziati che atribuiscano il riscaldamento globale ad attività umane rispetto a quanti abbiano tale convinzione nel pubblico. Ma anche che ci siano solo il 32% degli scienziati favorevoli alle trivellazioni in alto mare rispetto al 52% del pubblico.

Forse dovremmo cominciare davvero a sognare un Paese dove il peso della valutazione scientifica sia un po’ più incisiva di quella che riveste oggi in Italia e probabilmente staremmo tutti un po’ meglio.

In contemporanea all’articolo di Science è apparso anche l’annuale rapporto dell’ISAAA sulle coltivazioni mondiali di Ogm (http://www.salmone.org/rapporto-isaaa-2014-ancora-un-successo/ ).

Anche qui un buon esempio di come i luoghi comuni siano sfatati dai fatti. Per il 19simo anno consecutivo aumenta la superificie coltivata ad Ogm ed appaiono due nuovi Ogm (melanzana e patata) destinati al diretto consumo umano. Viene anche coltivato un Ogm davvero innovativo e dalla ancora incerta efficacia: un mais tollerante alla siccità. Ancora una volta la taglia media del campo Ogm mondiale è inferiore ai 10 ettari (mentre i luoghi comuni parlano solo di sconfinate praterie per chi sceglie di usare gli Ogm) ed il cotone indiano raggiunge il 95% di tutto il cotone del Paese coltivato con cotone Ogm del tipo Bt. Anche qui il luogo comune diffuso dai comizi della Ambasciatrice di EXPO 2015 Vandana Shiva ci ha cercato di convincere che era un suicidio per gli indiani coltivare cotone Ogm. Con un impressionante referendum popolare quasi 12 milioni di poverissimi agricoltori indiani hanno detto al 95% che loro credono ai loro campi, ai loro raccolti e non alle dicerie che chi non vuol sapere mette in giro contro gli interessi del suo stesso Paese. Nemmeno loro credono più ai luoghi comuni, chissà quando smetteranno di credere alle stesse dicerie quanti ancora in Italia decidono di avversare gli Ogm non sulla base di dati, ma solo sull’inerzia cerebrale dei luoghi comuni.

Roberto Defez



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