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Possiamo tranquillamente mangiare gli OGM?

Cibo OGM: ansie, paure e pregiudizi che rasentano la fobia. E' tutto sicuro quello che arriva sulle nostre tavole?

Possiamo tranquillamente mangiare gli OGM?

Ben dodici anni fa, nel 2002, l’allora direttrice dell’organizzazione Mondiale della Sanità, la dottoressa Gro Harlem Burtland diceva degli OGM “questi alimenti possono essere mangiati” http://www.afro.who.int/en/media-centre/pressreleases/item/457-who-director-general-speaks-on-gm-foods.html.

Difficilmente una personalità di quel livello si esporrebbe pubblicamente se non avesse dati certi desunti da solide basi scientifiche ed il tempo infatti è stato galantuomo con la più giovane ex-primo ministro norvegese, medico ed ambientalista convinta tanto da aver redatto la prima definizione di “sviluppo sostenibile” ancora oggi tanto in voga.  Tutt’oggi non esiste la prova scientifica di nemmeno una sola ospedalizzazione al mondo per consumo di derivati di piante OGM: brava Gro Harlem. 

Ma allora va tutto bene? Certamente no, una cosa è parlare al cervello delle persone come fa la Burtland, altra cosa è rivolgersi al loro cuore o al loro stomaco. Gli OGM nonostante simili dati tanto incoraggianti sollevano ansie, paure e perfino pregiudizi che rasentano la fobia. Fornire dati tecnici tanto rassicuranti quanto freddi, non può aiutare a superare un diffuso muro di sospetto e di cautela.

Una delle angosce inespresse dal pubblico dei consumatori è quella che ad un alimento sano e che è stato sempre consumato viene aggiunto il gene per una tossina che ammazza i parassiti di quella pianta.  L’esperto in camice bianco spiega con dovizia di dettagli che in questo modo su quella pianta non sarà più necessario spargere agrofarmaci (ossia insetticidi) e quindi vi sarà un beneficio sia ambientale che per la salute del consumatore. Ma il cittadino comune resta con un dubbio che raramente esprime: ma quella tossina ammazza solo i parassiti di quella pianta o danneggia anche me? Le piante normalmente non hanno insetticidi, perché io devo mangiare una nuova pianta, appunto un OGM, che ha comunque una qualche specie di insetticida dentro?

Per cercare di accogliere questa giustissima e comprensibile ansia dobbiamo fare qualche piccola notazione. Nessuna pianta al mondo è nata per farsi mangiare dai predatori e men che meno pensa di farsi mangiare dall’uomo. Le piante cercano solo di crescere, riprodursi e dare la maggior energia possibile alla loro prole, esattamente come faremmo noi. L’uomo ha addomesticato le piante tanto quanto ha addomesticato gli animali. Per farlo ha dovuto spogliare le piante da gran parte delle difese che queste avevano e lo ha fatto assaggiando, vomitando, incrociando varietà diverse, cercando mutanti spontanei in natura meno tossici, riassaggiando e andando avanti così a forza di tentativi e mal di pancia. Molti cibi che ancora oggi consumiamo sono tossici. Ad esempio patate o fagioli mangiati crudi fanno molto male. Le piante non potendo scappare hanno inventato tanti insetticidi. La stima attuale è che il 99,99% di tutti gli insetticidi esistenti al mondo (sia in peso che in numero) sono insetticidi “naturali” ossia che le piante producono normalmente: l’uomo fa solo quell’infinitesima frazione residua di insetticidi. Li produce perché a furia di selezionare frutti più gustosi, più gradi, più dolci, ha spogliato le piante commestibili di gran parte delle loro difese ed ora deve proteggere quelle piante dai suoi abituali parassiti.

Basta osservare che noi non mangiamo erbe selvatiche o infestanti, che pure sarebbero tanto più comode da coltivare.

Ma tutti vorremmo ridurre l’uso della chimica in agricoltura e quindi anche questa percentuale così bassa di insetticidi di sintesi va ridotta: a questo servono gli OGM oggi in commercio. Ma la tossina insetticida non ci farà male (continua a pensare il timido cittadino)? Una parte degli OGM in commercio, in particolare mais e cotone, vengono detti Bt per aver un gene in più dei loro circa 50mila geni e questo aggiuntivo deriva dal batterio del suolo Bacillus thuringiensis, da cui Bt. Il gene aggiunto produce una tossina che uccide una classe di parassiti in genere lepidotteri o coleotteri, oppure ditteri.

Ma come gli è venuto in testa agli scienziati di usare questo gene di un batterio (ossia di un organismo che non viene mangiato da una larva?). La ragione è che da oltre 50 anni si sa che questi batteri usati come spore hanno potere insetticida. E le spore vengono così spruzzate nei campi dell’agricoltura biologica perché non è un insetticida di sintesi chimica (che è vietato per loro). Quindi le spore di un batterio con tutti i loro circa 5000 geni, uno solo dei quali capace di sintetizzare la tossina insetticida, vengono spruzzate sulle piante che noi tutti consideriamo più sane e più rispettose dell’ambiente, quelle dell’agricoltura biologica. Nessuno si chiede se gli altri 4999 ci fanno bene o male, ma gli spruzzi di spore di Bacillus thuringiensis continuano indisturbati da oltre mezzo secolo. In linea teorica le tossine prodotte dalle spore sono identiche a quelle prodotte da qualunque mais Bt, tranne appunto che le spore di Bt hanno ancora tantissimi altri geni che non generano ansia in nessuno.

Ma come fanno a sapere le tossine del Bt che devono danneggiare un lepidottero e non noi? Ci sono due ragioni (http://www.salmone.org/raccontiamola-in-10-punti-la-storia-del-mais-ogm-tc-1507/ ). La prima è che la tossina prodotta è del tutta inattiva e se non viene tagliata con delle “forbici” speciali non fa male a nessuno. Ora ditteri, lepidotteri e coleotteri posseggono queste forbici (in realtà sono delle proteasi) che a noi mancano. Ma soprattutto la tossina è attiva solo in ambiente basico. Basico è l’opposto di acido e i parassiti citati digeriscono gli alimenti ad un pH basico. L’uomo al contrario ha nel suo tratto digerente uno dei più potenti acidi esistenti al mondo: l’acido cloridrico. La nostra digestione si fa in ambiente estremamente acido. Ecco perché a noi la tossina Bt non fa male ed ecco perché Gro Harlem Burtland, dicendolo già dodici anni fa, ha ben svolto il suo ruolo di medico per tutti noi. Grazie Gro.

Roberto Defez



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