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Il lavoro modifica il cervello

Il ricercatore Antonio Cerasa racconta come l’eccellenza in un mestiere si imprima nei neuroni

Il lavoro modifica il cervello

Il lavoro nobilita l’uomo e ne modifica il cervello. Le azioni ripetute di qualunque attività lasciano il segno nell’area di neuroni coinvolti in quel gesto o in quello studio e la modellano, quasi sempre aumentandone il volume. Detto così, sembra quasi intuitivo, anche perché tutti abbiamo orecchiato vari resoconti dal mondo delle neuroscienze. Ma ci sono volute ricerche di diversi neurobiologi per trovare le modifiche tipiche di ogni mestiere specialistico. Perché qui si parla di «Expert Brain», titolo anche dell'ultimo libro edito da Franco Angeli. Ovvero: cervelli superesperti. Nella categoria, sia chiaro, possno rientrare tanto i matematici quanto i tassisti. «Come la passione del lavoro modella il nostro cervello» è il sottotitolo scelto da Antonio Cerasa per un volume divulgativo e dal tono leggero che, tra un ippocampo e un giro fusiforme, ci porta a sorprendenti scoperte.

La prima sorpresa è che Cerasa, psicologo ricercatore del Cnr, parta dagli chef, esamini la loro «eccellenza» nei riflessi cerebrali lasciando oltre, per esempio, musicisti o scalatori. Il primato è accidentale, confessa l'autore: gli chef sono stati la prima categoria che gli fu chiesto di studiare. Le altre star delle eccellenze sono uscite da varie ricerche nel mondo. Ebbene, gli chef che abbiano sotto il loro comando una brigata di cucina, sono «segnati» in particolare dalle capacità motorie (come il «blind cutting», il tagliare alla cieca finemente verdure o carne mentre si occupano di altro) e risultano avere un cervelletto più sviluppato. Come dovrebbero avere i tassisti, si pensa, che si muovono sempre: no, qui la specializzazione sta nel sapersi orientare, ricordare cento strade e luoghi per cui «rafforzato» appare l’ippocampo, sede della memoria. In fondo il cervello si comporta come un muscolo, nota Cerasa, che cresce con l’allenamento. E questa crescita è permessa dalla plasticità neurale: i neuroni possono modificare la propria forma e massa e, soprattutto, incrementare il numero di connessioni tra loro, dette sinapsi.

Abilità motorie complesse o cognitive di diverso livello trovano casa in aree diverse: per i musicisti conta il tipo di strumento che suonano, gli scacchisti sono stranamente associabili agli architetti per la capacità di vedere e prevedere nello spazio che stimola le stesse zone della corteccia occipitale, i matematici modellano le aree corticali per l’immaginazione visiva. Il libro continua ad analizzare altri specialisti come scalatori, giocatori di basket, profumieri, cantanti d’opera. Problemi «abitativi» per altri mestieri e professioni eccellenti non ce ne sono e non ce ne saranno a lungo: i neuroni «disponibili» come mattoni per le case sono 86 miliardi.

 

EXPERT BRAIN
Come la passione del lavoro modifica il nostro cervello

Antonio Cerasa

Franco Angeli, pagine 189, euro 22

 

Serena Zoli



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