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Quando la scienza si tinge di giallo

Due romanzi trasmettono ai giovani lettori uno spaccato della storia della scienze e dei suoi contenuti

Quando la scienza si tinge di giallo

Cosa c’è di più asettico e imparziale della scienza? Pregiudizio ancora diffuso è che essa siano solo numeri, dati e formule. Ma così non è. La storia della scienza è costellata di lotte fra ricercatori, per esempio per la paternità di un’importante scoperta, a colpi di esperimenti e dimostrazioni non sempre rigorose, ma anche di sotterfugi e inganni. Per non parlare delle battaglie ideologiche tra sostenitori di una nuova teoria scientifica e «affezionati» alle precedenti visioni del mondo e della natura. C’è da fare invidia a uno scrittore di thriller: ed è proprio l’approccio utilizzato nei romanzi per ragazzi «La danza delle rane» (Editoriale Scienza, 2019), consigliato dai 9 anni e «FOTO 51: il segreto del Dna» (Notes edizioni, 2018), consigliato dai 12 anni.

Entrambi i libri intrecciano scienziati ed eventi realmente esistiti a personaggi e situazioni narrative immaginarie, in un perfetto mix tra realtà e finzione, che nulla toglie alla correttezza dei fatti ma col sapore sempre un po’ magico e coinvolgente dei libri gialli. Una nuova modalità di raccontare la scienza, che non persegue un intento esplicitamente didattico o divulgativo, ma di intrattenimento. Ciononostante, riesce ugualmente a veicolare importanti informazioni, sulla storia e sulle implicazioni delle scoperte scientifiche che hanno segnato la storia dell’uomo. In particolare, gli espedienti narrativi fanno filtrare, attraverso le avventure dei protagonisti, la genesi delle idee scientifiche e le opposizioni che inizialmente hanno destato, di natura ideologica.

«La danza delle rane», scritta a quattro mano da Guido Quarzo e Anna Vivarelli, ci porta nella campagna emiliana in una calda estate a metà Settecento. Lazzaro Spallanzani, abate ma prima di tutto uomo di scienza, si trova in villeggiatura ma non rinuncia a condurre le sue osservazioni. Aiutato da Antonio, tredicenne figlio del mugnaio locale dotato di fervida intelligenza e curiosità,  sta conducendo esperimenti su uova di rana per dimostrare la riproduzione sessuale e va a caccia di fossili per studiare l’evoluzione della vita sulla Terra. Non tutti apprezzano questi sforzi per far progredire la conoscenza, e tramano alle spalle dell’abate.

Cambiamo secolo e nazione, per arrivare nell’Inghilterra del 1952, precisamente tra Londra e Cambridge con «FOTO 51: il segreto del Dna», scritto da Chiara Segré, biologa e responsabile della supervisione Scientifica di Fondazione Umberto Veronesi. Una giovane ragazza, Annie, trova una busta con una strana fotografia persa da una donna misteriosa, e si mette sulle sue tracce. La donna è la scienziata Rosalind Franklin, e la fotografia è la famosa numero 51, scattata ai raggi X con una nitidezza e precisione tale da permettere a Watson e Crick, colleghi e competitori della stessa, di mettere a punto il modello della struttura a doppia elica della molecola della vita. La ricerca della legittima proprietaria della foto porterà Annie e i suoi amici all’interno di un intrigo tra scienziati, tra vendette personali e corsa per la pubblicazione del secolo. 
 

Due romanzi diversi per stile ma simili nell’impianto narrativo, che hanno il pregio di intrattenere e appassionare i giovani lettori e trasmettere al contempo importanti spaccati della storia della scienze e dei suoi contenuti.


 

FOTO 51: IL SEGRETO DEL DNA

Chiara Valentina Segré

Notes edizioni, 160 pagine, 12 euro

 

LA DANZA DELLE RANE

Guido Quarzo e Anna Vivarelli

Editoriale scienza, 128 pagine, 9.9 euro

 

Fabio Di Todaro



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