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Ognuno ha la classe politica che si merita

L'ultimo caso che ha visto protagonista la senatrice Taverna ha riproposto il problema del'incomunicabilità tra il mondo di chi governa e legifera e quello della scienza

Ognuno ha la classe politica che si merita

Mio padre spesso mi ripete che ogni popolo ha il governo che si merita. Probabilmente non è sempre vero, ma nel nostro caso ci prende in pieno. Quando la scienza si trova costretta a parlare alla politica, spesso e volentieri mi sembra di assistere alla famosa scena di "Bianco, Rosso e Verdone", in cui l'impacciato Mimmo si avvicina tutto entusiasta per salutare sua nonna ma, dopo che questa gli ha mollato un sonoro ceffone, lui la guarda stordito e pronuncia la famosa frase "N'che senso?". Ecco. La scienza è la nonna che picchia Mimmo per essere arrivato in ritardo. La politica è Mimmo che, oltre a essere arrivata in ritardo, non capisce neanche perché si è presa il ceffone.

Siamo a questo livello di incomunicabilità, succubi di una classe politica che in pochissimi casi è in grado di comprendere la portata degli eventi (scientifici, in questo caso) che la circondano e che, come se non bastasse, ha anche la presunzione di avere ragione. Non stupisce che sia così, se consideriamo che Facebook e tutti gli altri social network sono letteralmente infestati da persone convinte di saperne di scienza quanto gli esperti del settore forti della loro prestigiosa laurea in Youtube. Ne abbiamo parlato qui, ma anche altri blog hanno scritto riguardo questo pericoloso fenomeno di sdoganamento dell'ignoranza - trovo PER esempio molto dissacrante e tristemente comico questo post che, avviso, è ad alto contenuto di turpiloquio. Quando poi queste persone votano, è normale che in Senato arrivino personaggi come Paola Taverna. Lei, quando parla di malcostume in politica, mi piace davvero tanto, lo devo ammettere: ha un piglio affascinante e una conoscenza della questione invidiabile.

Peccato però che, pur rimanendo invariato il piglio, quando si parla di sperimentazione animale, la sua conoscenza della questione risulta essere disastrosa e tutta la mia stima nei suoi confronti crolla rovinosamente. Il 4 maggio ci sono stati alcuni interventi in Parlamento che hanno destato l'attenzione della senatrice Elena Cattaneo, una delle più prestigiose scienziate italiane oggi. La senatrice Cattaneo ha risposto a tali interventi con una lettera (il ceffone di cui sopra). La lettera è riportata qui, assieme alla trascrizione stenografica della seduta, e fa notare come «da questi interventi penso si possa evincere che alcuni parlamentari sono, in questo caso, ignari dei temi di scienza e salute di cui discutono». Dopo una rigorosa lista dei punti a favore della sua tesi, la senatrice conclude con «Io credo che dobbiamo continuare a dare argomenti a chi riesce a comprenderli, i cittadini per primi. Ai parlamentari dobbiamo chiedere di rispettare il vincolo costituzionale di decidere nell’interesse dei cittadini e non secondo pregiudizi o ideologie personali che sono dannose per il futuro della sanità pubblica». Per dirla in parole povere, i parlamentari dovrebbero sapere di cosa stanno parlando, sopratutto quando si tratta di ricerca e salute dei cittadini. Una delle mozioni approvate in quella seduta la trovate quied è stata proposta proprio dalla senatrice Taverna. Si tratta del punto evidenziato in giallo, a cui la Taverna ha dovuto cancellare il testo che vedete barrato per farlo approvare. Resta questa frase: «Promuovere, nel rispetto delle disposizioni comunitarie, così come recepite a livello nazionale, iniziative volte a informare e diffondere le metodologie alternative alla sperimentazione animale». Fantastico!

La Taverna ha appena impegnato il Governo a fare qualcosa che già è obbligato a fare. E se ne vanta pure su Facebook, spacciandolo per un grandissimo risultato politico. È come se io un giorno entrassi in Parlamento e obbligassi il Governo a darsi da fare per obbligare le vetture a tenere la destra in autostrada. Qualcuno verrà a dirmi: «Guarda che si fa già», e io andrei via a testa bassa, ma nessuno è andato da Paola Taverna a dirle che è come se avesse detto ai fisici: «Datevi da fare con la fusione fredda». Non è che vanno più in fretta perché hanno il fiato della Taverna sul collo. La questione potrebbe terminare qui con il proverbiale velo pietoso se non fosse che l'intervento della Taverna su Facebook ha poi avuto un penoso strascico, giusto per confermare quanto astrazione mentale e ignoranza siano andate lontane.

Purtroppo troppa gente è convinita che una connessione a internet garantisca automaticamente diritto alla supponenza e alla prepotenza, oltre ad essere considerata probabilmente un valido sostituto di anni di preparazione accademica. Tra i commenti a questo post della senatrice Taverna, una mamma ha scritto che non è capace di dire a sua figlia, malata dalla nascita di una rara malattia genetica, che un topo possa essere considerato più importante di lei. Le risposte le trovate in questa immagine. c'è tutta l'ignoranza di chi crede che la carne causi malattie genetiche e tutta la pochezza di un individuo che suggerisce di uccidere la figlia come tributo a una società spartana basata sulla selezione degli individui forti. Le parole sono pietre e, in questo caso, parlano da sole. Io mi permetto solo di aggiungere che quei commenti sono ancora presenti sulla pagina Facebook di una senatrice della Repubblica Italiana mentre poi gli scienziati vengono additati come mostri e macellai senza cuore.

Francesco Mannara
@f_mannara 



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