Glossario delle malattie

Tetano

Tetano

 

CHE COS’È

Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetaniSi tratta di un bacillo che cresce solo in assenza di ossigeno (cioè è anaerobio), ed è presente in natura sia in forma vegetativa sia sotto forma di spore (forma dormiente). Il germe in forma vegetativa produce una tossina, detta tetanospasmina, che è dannosa per il sistema nervoso e causa i sintomi della malattia. Si tratta di una di una tossina estremamente potente, tanto che la quantità letale per un uomo è di circa 7 milionesimi di milligrammo.

Il batterio è normalmente presente nell’intestino degli animali (bovini, equini, ovini) e nell’intestino umano e viene eliminato con le feci. Le spore possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra. Entrano nel corpo umano solitamente attraverso ferite profonde contaminate da feci o terriccio dove germinano in condizioni favorevoli trasformandosi nelle forme vegetative capaci di produrre la tossina. Il batterio non invade i tessuti, ma la tossina raggiunge attraverso il sangue e il sistema linfatico il sistema nervoso centrale, interferendo con il rilascio di neurotrasmettitori che regolano la muscolatura, causando contrazioni e spasmi diffusi. Nella maggior parte dei casi, il periodo di incubazione varia da 3 a 21 giorni.

Esistono diverse forme di tetano: generalizzata, localizzata, cefalica e neonatale. La forma clinica più comune è il tetano generalizzato, che si ha in circa l'80 per cento dei casi e che si manifesta con contrazioni muscolari che di solito iniziano dal capo e progrediscono poi verso il tronco e gli arti. Questa forma è associata a un tasso di mortalità compreso tra il 10 e il 20 per cento. Molto meno grave è il tetano localizzato, mentre più raro è il tetano cefalico, che può progredire verso la forma generalizzata (secondario a ferite della testa e del volto, ha un periodo di incubazione di 1-2 giorni). Una forma particolare di tetano è quello neonatale, osservata soprattutto in Paesi in via di sviluppo. Colpisce bambini nati da madri non vaccinate, che non hanno quindi la protezione conferita nei primi mesi di vita dagli anticorpi materni. L’infezione viene contratta quando il cordone ombelicale viene reciso con strumenti non sterili. Di solito, il tempo di incubazione è di 7-14 giorni.

 


I SINTOMI

Un caratteristico sintomo iniziale del tetano generalizzato è il trisma, cioè la contrattura dei muscoli della faccia, che dà al volto del paziente un aspetto caratteristico (riso sardonico), seguito da rigidità del collo, difficoltà di deglutizione, rigidità dei muscoli addominali. Altri sintomi includono febbre, sudorazione, aumento della frequenza cardiaca. Il paziente rimane conscio e gli spasmi muscolari, provocati da stimoli anche minimi, causano dolore intenso. Il tetano localizzato è caratterizzato da spasmi in area vicine al sito di infezione, mentre in quello cefalico la paralisi che ne consegue è flaccida.

 


DIAGNOSI 

Il tetano non è una malattia contagiosa, quindi l’isolamento nel paziente non è necessario. La presenza nell’ambiente delle spore tetaniche rende impossibile l’eliminazione della malattia. Quindi ogni individuo non adeguatamente vaccinato è potenzialmente a rischio di contrarre questa infezione. I test di laboratorio per confermare il sospetto di infezione tetanica sono poco attendibili. La diagnosi viene in genere formulata sulla base dei sintomi.

 


COME SI CURA

La somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche e l’accurata pulizia della ferita infetta, con rimozione dell’eventuale tessuto danneggiato, l’uso di disinfettanti ad azione ossidante (come l’acqua ossigenata) e la somministrazione di antibiotici (metronidazolo/penicillina) sono importanti per prevenire la fissazione alle cellule nervose della tossina eventualmente ancora presente in circolo e per impedire che ne venga prodotta di nuova. In caso di ferita profonda in un soggetto non vaccinato per il tetano recarsi immediatamente al presidio medico più vicino per essere visitati. La malattia non conferisce protezione immunitaria, perciò i pazienti che hanno avuto il tetano devono iniziare o continuare il ciclo vaccinale non appena le condizioni cliniche lo consentano.

 


PREVENZIONE 

La prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione, prevista in Italia per tutti i nuovi nati. In Italia la vaccinazione antitetanica è obbligatoria dal 1938 per i militari, dal 1963 per i bambini nel secondo anno di vita e per alcune categorie professionali considerate più esposte a rischio di infezione (lavoratori agricoli, allevatori di bestiame). Dal 1968 la somministrazione è stata anticipata al primo anno di vita e il calendario vaccinale vigente prevede la somministrazione di tre dosi al terzo, quinto e dodicesimo mese di età. Una dose di richiamo (associata con le componenti contro la difterite e la pertosse) viene eseguita nel sesto anno e un’altra a 14 anni (tetano, difterite a ridotto contenuto di anatossina e pertosse).

Il vaccino è costituito dall’anatossina, cioè dalla tossina tetanica trattata in modo da perdere la sua tossicità, mantenendo però la capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi. Dal 1998 a oggi sono stati introdotti in commercio numerosi vaccini, in cui l’anatossina tetanica è associata, oltre che ai vaccini antidifterico e antipertosse acellulare, anche all’anti Haemophilus influenzae b (Hib), all'antipolio (Ipv) e all'antiepatite B (vaccino esavalente). La somministrazione di tre dosi di vaccinazione antitetanica conferisce una protezione molto elevata, con un’efficacia superiore al 95 per cento. La durata della protezione nel tempo è di almeno dieci anni ed è ulteriormente garantita dall'esecuzione dei richiami.

 


QUANTO È DIFFUSA

L’attuale epidemiologia del tetano in Italia riflette l’offerta della vaccinazione negli anni. Dal 1963, infatti, la vaccinazione è prevista per tutti i nuovi nati e da oltre 20 anni viene vaccinato oltre il 90 per cento dei bambini. Attualmente il tetano colpisce soprattutto persone anziane, non vaccinate o vaccinate in maniera inadeguata.


Consulenza: Laura Cursi, dirigente medico dell'unità operativa complessa di pediatria generale e malattie infettive dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma

 

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