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Glossario delle malattie

Varicella

Varicella

 

CHE COS’E'

La varicella è una malattia infettiva acuta di origine virale. A provocarla è il virus Varicella-Zoster (Vzv). L’infezione colpisce soprattutto i bambini nella fascia d’età compresa tra 5 e 10 anni. La varicella nella maggior parte dei casi si risolve nell’arco di una decina di giorni, ma in alcuni casi si osservano forme più aggressive, soprattutto quando la malattia è contratta in età adulta.

La complicanza più comune è la polmonite. A seguire, in ordine di maggior frequenza, si possono avere: encefalite, epatite, atassia cerebellare, glomerulonefrite, miocardite, uveite. L’infezione produce immunità permanente: ciò vuol dire che è estremamente raro che una persona si ammali due volte di varicella.

Detto ciò, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane latente (in genere per tutta la vita) nei gangli delle radici nervose spinali e dei nervi cranici. Quando si risveglia - cosa che accade nel 10-20 per cento dei casi di pregressa infezione - dà luogo all’Herpes zoster, più noto come «Fuoco di Sant’Antonio».

La malattia in questo caso si manifesta con la comparsa di vescicole a grappolo a livello del torace ovvero in altri distretti corporei seguendo la distribuzione dei nervi, che, aggrediti dal virus, si infiammano e danno luogo alla comparsa di dolore spesso di elevata intensità. Se il dolore persiste a lungo oltre la comparsa delle vescicole, si parla di nevralgia post-erpetica.

Ritornando alla varicella, se la malattia viene contratta da una donna in gravidanza (soprattutto nei primi due trimestri di gestazione), il virus può trasmettersi al feto, causando una malattia embrionale nota come sindrome della varicella congenita.

Quest’ultima può avere ripercussioni sullo sviluppo fetale, soprattutto provocando danni cerebrali o a carico degli arti e degli occhi.

Altrettanto pericolosa risulta la varicella contratta da una donna gravida nell’immediatezza del parto, infatti se la malattia si verifica circa una settimana prima o due tre giorni dopo il parto, il neonato può sviluppare una forma grave di varicella con letalità intorno al 30 per cento.

 

SINTOMI  

Il virus della varicella, una volta penetrato all’interno dell’organismo - per via aerea, mediante le goccioline respiratorie diffuse nell’aria quando una persona affetta tossisce o starnutisce, o tramite contatto diretto con lesione da varicella o zoster - provoca un esantema cutaneo, con la formazione di piccole vescicole pruriginose, che con il passare dei giorni si trasformano in crosticine che poi si staccano.

Altri sintomi che accompagnano la varicella sono la febbre, il mal di testa e il malessere generale.

 

 

DIAGNOSI

Il sospetto diagnostico matura quasi sempre dall’osservazione da parte del medico, che spesso risulta sufficiente al completamento della diagnosi. L’isolamento del virus o la ricerca degli anticorpi nel sangue sono raramente necessari, e vengono utilizzati come test di conferma nei casi dubbi. L'individuazione di anticorpi IgM anti virus varicella-zoster è sintomo di un’infezione acuta.

 

 

COME SI CURA  

Una volta completato l’iter diagnostico, il paziente colpito dalla varicella viene trattato per attenuare i sintomi. Antistaminici (per il prurito) e paracetamolo (per la febbre) sono i farmaci più di frequente utilizzati per trattare la sintomatologia dell’infezione. La terapia antivirale non è raccomandata nei bambini con varicella, dal momento che l’effetto che si ottiene è una modesta riduzione dei sintomi. Diverso è, invece, il discorso da fare quando i pazienti sono a rischio di complicanze o quando si è di fronte al secondo contagio familiare: in questi casi si può ricorrere alla terapia con farmaci antivirali per attenuare i sintomi della malattia.

 

 

PREVENZIONE  

La vaccinazione, disponibile in Italia dal 1995, prevede l’utilizzo di un preparato costituito da virus viventi e attenuati, in grado di stimolare le difese dell'organismo, senza però procurare la malattia. La schedula vaccinale prevede la somministrazione di una prima dose nel secondo anno di vita e un richiamo nel sesto anno di vita. Il vaccino contro la varicella, che in molte regioni oggi può essere somministrato contemporaneamente, o in formulazione combinata, al vaccino trivalente morbillo, parotite, rosolia (Mpr), è obbligatorio a partire dallo scorso anno per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo, ma soltanto per i nati dal 2017 in avanti. Questo vaccino è, inoltre, fortemente raccomandato per alcune fasce di popolazione considerate a rischio: maestri, educatori, soggetti affetti da patologie croniche, operatori sanitari, familiari di persone con deficit immunitari. Anche alle donne in età fertile è consigliata la vaccinazione, se non hanno mai sviluppato i sintomi della malattia. In questo modo è possibile ridurre al minimo i rischi di contrarre la malattia in gravidanza. Il vaccino è oggi distribuito gratuitamente in età infantile e, secondo le indicazioni del Calendario Vaccinale, raccomandato dai Piani Nazionale e Regionali.

 

 

QUANTO E' DIFFUSA

Stando alle stime ufficiali, i casi di varicella annui in Italia sfiorerebbero quota cinquecentomila. Nove diagnosi su dieci riguardano bambini fino ai 14 anni di età, mentre l’incidenza massima si registra tra il primo e il quarto anno di vita.

Consulenza: Giancarlo Icardi, direttore dell'unità operativa complessa di igiene dell'azienda ospedaliero-universitaria San Martino - IST di Genova

NOTA BENE: le informazioni contenute in questa pagina non possono sostituire il parere e le spiegazioni del tuo medico


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