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16-03-2017

Anoressia e bulimia: quali i segnali a cui prestare attenzione?

Risponde Stefano Erzegovesi, responsabile del Centro disturbi del comportamento alimentare del San Raffaele di Milano

Quali campanelli d'allarme? È una domanda fondamentale che spesso ci portano i familiari delle persone che soffrono di un disturbo alimentare, piuttosto che gli insegnanti, i compagni di scuola o gli amici. Parliamo prima dei campanelli d'allarme dell'anoressia. Quello che capita normalmente di vedere lo si vede facilmente a tavola e quindi noi vediamo una persona che perde la componente cosiddetta conviviale, quindi non c'è più un “mentre mangio parlo, mentre mangio mi rilasso”, ma c'è molto di più un “mentre mangio devo stare ossessivamente concentrato su quello che faccio” quindi vedremo persone che tendono a sminuzzare quello che hanno nel piatto, che tendono a girare spesso quello che hanno nel piatto, come se il momento del confronto tra il cibo e la bocca e quindi il poterlo assumere, digerire e quindi potenzialmente tra virgolette ingrassare, fosse un momento estremamente difficile. L’altra cosa che spesso si vede come un campanello d'allarme è un'attenzione, che prima non c'era, sulla forma corporea. Ragazze che cominciano a chiedere: “mamma” piuttosto che “amica, ma non mi vedi più grassa? come sono le cosce, ma non ti sembra che ho la pancia?” e cose di questo tipo. Posto che questo moltissimi adolescenti lo fanno come tutti gli adolescenti che stanno cambiando il corpo, la differenza è che nell'anoressia questo tipo di preoccupazione, assume delle caratteristiche assolutamente di tipo ossessivo, quindi diventa molto persistente e molto continua come richiesta. Lo specchio che diventa un compagno ma in qualche modo anche un aguzzino, per cui un compagno per controllare, ma contemporaneamente un giudice poi molto severo rispetto all'immagine corporea. L’altra cosa molto importante è, fate caso, quando una persona ha l'anoressia, cosa succede nel momento in cui finisce il pasto. Una persona che finisce il pasto e deve correre a fare ginnastica, deve correre in bagno, è un altro motivo di sospetto di qualcosa che in generale non funziona come prima. In generale per i disturbi alimentari considerate comunque una riduzione del funzionamento, un'altra cosa che si vede sempre in una persona con l'anoressia, di solito, una persona che comincia ad evitare le relazioni sociali proprio perché con il digiuno le energie sono meno e ci si comincia a ritirare rispetto a quello che la vita normalmente fa. Per la bulimia, molto simile all'anoressia nel senso che la componente ideativa della bulimia è simile all’anoressia, quindi preoccupazione per il peso, per l'alimentazione, per il cibo, diversamente dall'anoressia, l'unico tratto distintivo è che spesso invece a tavola si tende ad avere un atteggiamento molto, molto vorace, per cui se vedete delle persone che, diversamente dal solito, tendono quasi come a volersi togliere il pensiero mangiando con molta velocità, fatevi il sospetto e cercate di osservare, soprattutto dicevamo alla fine del pasto, quanto questa persona possa volere correre in bagno. In generale, per la bulimia, tenete conto che l'abbuffata normalmente è qualcosa che viene fatto di nascosto, cioè non visibile agli altri, in quel caso cercate di non fare i poliziotti dei vostri amici o dei vostri figli con l'idea del “devo indagare, devo capire cosa succede quando non lo vedo”, cercate il più possibile di parlarne apertamente, questa è una cosa che apparentemente spaventa chi ha un disturbo alimentare, ma in realtà è una cosa che detta nel modo giusto crea grande sollievo in chi soffre di un disturbo alimentare, quindi non bisogna dire: “secondo me sei magra, secondo me sei anoressica, o secondo me ti abbuffi e sei bulimica” bisogna dire, secondo me: “c’è qualcosa che è cambiato nella tua salute nell'ultimo periodo e quindi cerca, visto che c'è qualcosa di cambiato, di parlarne, cerchiamo magari insieme di chiedere aiuto”.