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30-08-2017

Perché alcuni vaccini si somministrano dopo l'anno di età? Sono pericolosi per il piccolo?

Risponde Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene presso l'Università di Pisa

Esistono delle vaccinazioni che devono essere invece fatte, per esempio, dopo il compimento del primo anno. Questo è il caso dei vaccini cosiddetti vivi: vaccini virali che contengono dei virus vivi attenuati, come morbillo, rosolia, parotite e varicella. Questa necessità è legata al fatto che il neonato, o il bambino molto piccolo, quindi prima di un anno di età, può avere in circolo degli anticorpi contro questi virus: sono anticorpi passivi, i cosiddetti anticorpi passivi, che eventualmente gli ha trasmesso la mamma che magari era vaccinata o aveva fatto la malattia in precedenza. Quindi il neonato può avere degli anticorpi materni ancora residui che possono interferire con la vaccinazione, quindi bloccare il virus vaccinale che chiaramente non attecchirebbe e non avrebbe un’efficacia. Per questo motivo bisogna esser certi che nel bambino non ci siano più anticorpi circolanti (al dodicesimo mese di vita siamo sicuri che non esistono più anticorpi materni circolanti), per poter fare questa vaccinazione. In casi particolari, se per esempio è in corso una epidemia di morbillo, possiamo comunque utilizzare il vaccino contro il morbillo a partire dai 6 mesi di vita.