Lasciti testamentari: come fare del bene anche dopo di noi

Intervista a Ferdinando Ricci, referente lasciti di Fondazione Umberto Veronesi: «Ogni lascito solidale permette di partecipare a un cambiamento quando non ci saremo più»

Il lascito testamentario è l'ultima frontiera della filantropia moderna, un modo per avere cura di chi verrà dopo di noi. Nel caso di Fondazione Umberto Veronesi, grazie ai lasciti, è stato possibile finanziare l'attività di oltre 350 ricercatori e dieci progetti di ricerca. Un chiaro segnale che dimostra come, malgrado la crisi, l’Italia rimane uno dei Paesi più generosi d’Europa. «I fondi provenienti dai lasciti testamentari rappresentano circa il venti per cento dell’ammontare complessivo della nostra raccolta fondi», afferma Ferdinando Ricci, responsabile lasciti di Fondazione Umberto Veronesi.  


Quanto conta per Fondazione Veronesi la raccolta fondi in lasciti solidali?

«Negli ultimi anni stiamo riscontrando un aumento del numero di lasciti a noi destinati. Ciò conferma che il lavoro quotidiano nella promozione di tale forma di dono, condotto in collaborazione con altre organizzazioni non profit e con il coordinamento del Comitato Testamento Solidale, sta favorendo la consapevolezza fra i cittadini. Oggi sono in molti ad avere contezza dei lasciti testamenti come opportunità per raggiungere un obiettivo in ambito sociale».


Sappiamo che ogni lascito è una storia a sé: cosa significa per voi?

«Ogni lascito si porta dietro una storia particolare. C'è la coppia che inserisce nei rispettivi testamenti un lascito a favore della ricerca. La signora che, avendo perso entrambi i genitori a causa di un tumore, vuole sostenere la battaglia contro questo male anche quando lei non ci sarà più. E poi c'è chi utilizza questa forma di donazione per aiutare i ricercatori a lavorare in centri di eccellenza nel nostro Paese. Tante persone ci chiedono poi di far sì che il loro gesto sia dedicato al ricordo di un proprio caro: un genitore, il coniuge, il figlio. Più che focalizzarsi sulle singole storie, però, è importante sottolineare che ogni lascito solidale permette al testatore di partecipare a un cambiamento anche quando non ci sarà più».


A quali progetti sono destinate le donazioni?

«I contributi vengono investiti da Fondazione Umberto Veronesi per sostenere le attività dei ricercatori impegnati negli ambiti dell’oncologia, della cardiologia e delle neuroscienze. Si tratta di settori in cui le risorse scarseggiano, motivo per cui nel 2003 il professore volle creare la sua fondazione: un'organizzazione che ha l’obiettivo di sostenere la ricerca medico-scientifica di eccellenza, al fine di sviluppare conoscenze scientifiche innovative per metterle al servizio della società in cui viviamo».