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Alimentazione

Acqua e cibi acidificanti in tavola per combattere le infezioni urinarie

pubblicato il 06-02-2015
aggiornato il 09-08-2017

Colpiscono soprattutto le donne in età fertile e sessualmente attive. Idratazione, alimenti a elevato residuo acido e corretti stili di vita sono le strategie preventive

Acqua e cibi acidificanti in tavola per combattere le infezioni urinarie

Le infezioni urinarie sono per lo più una patologia in rosa, colpiscono infatti ogni anno all’incirca il 10% di donne, con un picco di incidenza fra i 16 e i 35 anni, ed il 50-60% della popolazione femminile è destinata a sperimentare la problematica nell'arco della vita.

Complice la struttura anatomica che, nella donna che posiziona l’uretra vicino all’ano, predisponendola ad essere maggiormente attaccata da germi e batteri. Ma le altre fasce di popolazione – uomini e bambini – non si devono sentire al riparo poiché, comunque, possono cadere vittime di bruciori nell'urinare o di infiammazioni delle basse o alte vie urinarie, seppure in percentuale minore.

Se il batterio entra in circolo la cura è farmacologica ma prima che ciò avvenga si può agire preventivamente adottando corrette norme igieniche, di stile di vita e una attenzione alla dieta, idrica e alimentare con cibi ‘acidi’.

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COSA SONO LE INFEZIONI URINARIE E QUALI LE LORO CAUSE

Le infezioni delle vie urinarie sono generalmente causate da batteri, più di rado da virus e solo eccezionalmente da funghi. È una condizione che può riguardare sia il tratto delle basse vie urinarie, che comprende la cistite e l’uretrite (in entrambi i sessi) e la prostatite (nell’uomo) sia quello delle alte vie urinarie soggette (pielonefrite e glomerulo nefrite).

Nelle donne in età fertile, l'attività sessuale è responsabile del 75-90% delle infezioni della vescica compaiono 24-72 ore dopo un rapporto sessuale costituiscono il 4 per cento delle cistiti però rappresentano il 60% di quelle che recidivano, cioè di quelle che ritornano spesso nell’arco dell’anno (per definizione almeno 4 volte l’anno) , con un rischio aumentato in relazione alla frequenza dei rapporti sessuali.

Nell’uomo, invece la  cistite  è spesso dovuta a una anomalia funzionale oppure anatomica del tratto genito-urinario. Esistono poi alcune condizioni predisponenti come una familiarità della malattia, la stipsi, il diabete mellito nella donna, una iperplasia della prostata e il non essere circoncisi nell’uomo.

Fra i fattori esterni, l’uso del catetere, specie se protratto nel tempo, può essere un elemento scatenante e comunque la prima causa di insorgenza correlata a un trattamento sanitario. Nei bambini le infezioni delle vie urinarie alte sono per lo più imputabili a reflusso vescico-ureterale (ossia la risalita dell’urina dalla vescica all’uretere e alla pelvi renale), le cistiti invece sono spesso collegate nei maschietti ad anomalie del tratto urinario.

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SINTOMI, DIAGNOSI E CURA

Bruciore alla minzione, la necessità di urinare spesso, oppure l'urgenza di dover fare pipì, in assenza di perdite vaginali, sono i sintomi che annunciano che qualche cosa non va a livello dell’apparato urinario. Solo di rado le urine si colorano di rosso, a causa di qualche perdita ematica (ematuria). 

Per avere diagnosi certa della natura della problematica occorre effettuare una analisi delle urine e, una volta stabilito il batterio infettante, e escluse altre situazioni possibili concomitanti, la cura è antibiotica.

 

PREVENZIONE

La protezione dell’apparato urinario la si attua, però, già sedendosi a tavola, avendo cura di ‘idratare’ e ‘acidificare’ correttamente la dieta. Ecco perché.

L’idratazione

Occorre favorire la diuresi, stimolata da una corretta idratazione, che ha effetti preventivi. Permette infatti l’eliminazione dei batteri dalle vie escretrici. Inoltre se unita a cibi ricchi di fibre, l’idratazione favorisce la motilità intestinale contribuendo alla regolarità delle evacuazioni e alla riduzione della proliferazione di batteri fecali che sono una delle cause di infezione a livello delle vie urinarie.

L’acidificazione

Un regime alimentare con elevato residuo acido aiuta a diminuire il pH delle urine (ed è un fattore molto positivo poiché alcuni batteri non crescono a pH bassi) e favorisce la minore adesione dei batteri alle pareti delle vie escretrici. Occorre quindi aumentare il consumo di cibi a effetto acidificante (con residui di cloro, fosforo e zolfo) e diminuire quelli alcalinizzanti (con residui di calcio, magnesio, sodio e potassio). In pratica, che cosa mettere a tavola?

Cibi acidificanti

Pane bianco e di farina di grano duro, pane di segale e di farina di segale, corn flakes, pasta all’uovo, fiocchi di avena, riso, spaghetti. Fra i legumi: lenticchie secche e fagioli. Alcune carni (manzo e maiale magro; bistecca magra o mista, tacchino, pollo e vitello). Fra i pesci: trota (arrosto o bollita), fletto di merluzzo e acciughe. Tra i formaggi e latticini optare per il camembert, cheddar, gouda e grana. Infine tuorlo d’uovo, arachidi non trattate e noci.

Inoltre fra gli alimenti consigliati vi sono ancora:

  • Verdura e cerali: almeno una porzione a pasto per apportare vitamine, sali minerali e antiossidanti. Fra queste vanno anche inclusi il sedano e prezzemolo che svolgono una azione diuretica, l’aglio e la cipolla per le proprietà antimicrobiche e immunostimolanti. I cereali devono essere preferibilmente integrali.
  • Frutta. Il quantitativo indicato sono tre frutti al giorno, meglio consumati con la buccia, dopo averli ben lavati, alternando i ‘colori’ per differenziare l’apporto di vitamine, sali minerali e antiossidanti. In particolare privilegiare mirtilli, ribes e frutti di bosco i quali sono ricchi in vitamina C e rinforzano le vie urinarie e il sistema immunitario. È indicata anche la frutta cotta (preferibilmente pere o prugne), l’anguria e l’ananas per il basso contenuto di sodio, l’elevato apporto di potassio e l’effetto drenante. In caso di stipsi includere nella dieta anche i kiwi.
  • Condimenti: Olio extravergine d’oliva a crudo.

Sono da ridurre invece i cibi alcalinizzanti. Fra le verdure carote, cavolfiore, sedano, cicoria, melanzane, lattuga, patate, rape, spinaci, pomodori e salsa di pomodoro, peperoni, zucchine e piselli. Tra la frutta no a banane, mele, albicocche, fragole, anguria, ananas, kiwi, pesche e uva. Fra le bevande abolire succo di limone, di pompelmo, d’arancia e vino rosso.

 

ALIMENTI NON CONSENTITI

Da evitare in maniera assoluta:

  • Il piccante: quindi peperoncino, pepe, spezie e formaggi piccanti perché possono agire come irritanti della vescica.
  • Alcool, caffeina e teina: i superalcolici e alcolici possono stimolare le mucose dell’organismo, vescica compresa. No anche a caffè, tè, cola che contengono sostanze nervine.
  • Dolci: sono da evitare i dolci in generale, come cioccolato, gelati, caramelle poiché gli zuccheri semplici facilitano la crescita batterica, ma anche le bevande zuccherine come acqua tonica, tè freddo, succhi di frutta per l’apporto di zucchero nascosto, ed in particolare quello d’agrumi e fragole che contengono vitamina C. Non sono indicati neppure i dolcificanti artificiali in pastiglie o contenuti in alcuni yogurt, marmellate, prodotti da forno e bibite.
  • Condimenti e salse: sono da evitare i grassi come burro, lardo, margarine e altri alimenti che possono rallentare la digestione (intingoli, fritture, ecc.) . Fra le salse soprattutto maionese, ketchup e senape.
  • Insaccati meglio evitarli.
 

CONSIGLI COMPORTAMENTALI

A fianco della buona tavola non possono però mancare anche abitudini e stile di vita corretti che puntano soprattutto a una corretta igiene intima quotidiana. Occorre avere cura di effettuare movimenti che vanno dalla vagina all'ano; se si compie il movimento contrario si rischia, infatti, di trasportare materiale fecale a contatto con gli orifizi urinari e di innescare un’infezione. L'igiene personale, nella donna, va intensificata durante il ciclo mestruale. Anche l’eccesso di igiene non va bene, e neppure l’uso di detergenti troppo aggressivi che alterando la flora vaginale, possono predisporre anch’essi alle infezioni. È bene fare attenzione anche all’abbigliamento: la biancheria intima deve essere di cotone e i pantaloni non troppo stretti.

Nella ‘vita di coppia’, è consigliato urinare prima e soprattutto dopo il rapporto sessuale poiché il flusso urinario facilita il trasporto verso l'esterno di eventuali batteri penetrati in vescica.

Infine eliminare alcuni importanti fattori di rischio: il fumo innanzitutto e la sedentarietà.

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Consulenza: Elisabetta Costantini, Professore Associato, Clinica Urologica e Andrologica, Università di Perugia

 


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