Acqua e cibi acidificanti in tavola per combattere le infezioni urinarie
Colpiscono soprattutto le donne in età fertile e sessualmente attive. Idratazione, alimenti a elevato residuo acido e corretti stili di vita sono le strategie preventive
Le infezioni urinarie sono per lo più una patologia in rosa, colpiscono infatti ogni anno all’incirca il 10% di donne, con un picco di incidenza fra i 16 e i 35 anni, e il 50-60% della popolazione femminile è destinata a sperimentare la problematica nell'arco della vita.
Complice la struttura anatomica che, nella donna che posiziona l’uretra vicino all’ano, predisponendola ad essere maggiormente attaccata da germi e batteri. Ma le altre fasce di popolazione - uomini e bambini - non si devono sentire al riparo poiché, comunque, possono cadere vittime di bruciori nell'urinare o di infiammazioni delle basse o alte vie urinarie, seppure in percentuale minore.
Se il batterio entra in circolo, la cura è farmacologica. Ma prima che ciò avvenga si può agire preventivamente adottando corrette norme igieniche, di stile di vita e una attenzione alla dieta, idrica e alimentare con cibi acidi.
COSA SONO LE INFEZIONI URINARIE E QUALI LE LORO CAUSE
Le infezioni delle vie urinarie sono generalmente causate da batteri, più di rado da virus e solo eccezionalmente da funghi. È una condizione che può riguardare sia il tratto delle basse vie urinarie, che comprende la cistitee l’uretrite (in entrambi i sessi) e la prostatite (nell’uomo) sia quello delle alte vie urinarie soggette (pielonefrite e glomerulo nefrite).
Nelle donne in età fertile, l'attività sessuale è responsabile del 75-90% delle infezioni della vescica compaiono 24-72 ore dopo un rapporto sessuale costituiscono il 4 per cento delle cistiti però rappresentano il 60% di quelle che recidivano, cioè di quelle che ritornano spesso nell’arco dell’anno (per definizione almeno 4 volte l’anno), con un rischio aumentato in relazione alla frequenza dei rapporti sessuali.
Nell’uomo, invece, la cistite è spesso dovuta a una anomalia funzionale oppure anatomica del tratto genito-urinario. Esistono poi alcune condizioni predisponenti come una familiarità della malattia, la stipsi, il diabete mellito nella donna, una iperplasia della prostata e il non essere circoncisi nell’uomo.
Fra i fattori esterni, l’uso del catetere, specie se protratto nel tempo, può essere un elemento scatenante e comunque la prima causa di insorgenza correlata a un trattamento sanitario. Nei bambini le infezioni delle vie urinarie alte sono per lo più imputabili a reflusso vescico-ureterale (ossia la risalita dell’urina dalla vescica all’uretere e alla pelvi renale), le cistiti invece sono spesso collegate nei maschietti ad anomalie del tratto urinario.