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Alimentazione

Antocianine: ecco le prove della loro efficacia per il cuore

pubblicato il 24-01-2014
aggiornato il 15-05-2017

Studi in vitro, su modelli animali e gli studi epidemiologici già effettuati indicano che le antocianine e altre fito-molecole apportano numerosi benefici alla salute umana

Antocianine: ecco le prove della loro efficacia per il cuore

Le antocianine sono un gruppo di flavonoidi molto diffusi nel regno vegetale, che conferiscono il caratteristico colore rosso-arancio e blu-violetto a molta frutta e verdura.

Alimenti ricchi di antocianine sono ad esempio frutti di bosco, uva, cavolo rosso e le varietà di mais “colorato”, come il mais nero e il mais rosso.

Le antocianine, grazie alla loro struttura chimica, sono potenti antiossidanti: neutralizzano i radicali liberi e le molecole ossidanti prodotte dal metabolismo cellulare, esercitando quindi una serie di effetti benefici e protettivi sulla salute di cellule, tessuti e dell’organismo intero.




PROTEZIONE CARDIOVASCOLARE

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nei paesi occidentali. Si stima che l’80% degli eventi cardiovascolari avversi possano essere evitati da stili di vita e abitudini alimentari corrette.

Tra gli altri, citiamo uno studio epidemiologico condotto per 16 anni su 34.489 donne americane in post-menopausa, che ha dimostrato come una dieta ricca in flavonoidi, e in particolare antocianine, riduce il rischio di morte per malattie cardiovascolari1.

Numerosi sono inoltre gli studi in vitro e su modelli animali che evidenziano il ruolo delle fito-molecole nella protezione cardiaca e cardiovascolare, e dei meccanismi molecolari in cui sono coinvolti. Le antocianine infatti regolano diverse vie biochimiche coinvolte nello sviluppo e nell’eziologia delle malattie cardiovascolari.

Ad esempio, è stato dimostrato che in ratti spontaneamente ipertesi, la somministrazione di diete ricche in antocianine derivate da diversi vegetali, tra cui il mais rosso, induceva una diminuzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca2 ed esercita un’azione protettiva in seguito a riperfusione dopo ischemia3.

1. Mink PJ, et al. Flavonoid intake and cardiovascular disease mortality: a prospective study in postmenopausal women. Am J Clin Nutr. 2007; 85:895–909. 2. Shindo M et al. Effects of Dietary Administration of Plant-Derived AnthocyaninRich Colors to Spontaneously Hypertensive Rats J Nutr Sci Vitaminol, 53, 90–93, 2007. 3. Toufektsian MC et al., Chronic Dietary Intake of Plant-Derived Anthocyanins Protects the Rat Heart against Ischemia-Reperfusion Injury, J. Nutr. 138: 747–752, 2008. Due review dettagliate, con ulteriori riferimenti bibliografici: de Pascual-Teresa S et al, Flavanols and Anthocyanins in Cardiovascular Health: A Review of Current Evidence Int. J. Mol. Sci. 2010, 11, 1679-1703; doi:10.3390/ijms11041679. Wallace T., Anthiocyanin in cardiovascular disease, Adv. Nutr. 2: 1–7, 2011; doi:10.3945/an.110.000042

 

AZIONE ANTINFIAMMATORIA

I flavonoidi e la antocianine stimolano la risposta del sistema immunitario contro i patogeni e riducono le principali manifestazioni dell’infiammazione, agendo nei meccanismi cellulari che la causano: riducono, ad esempio, la produzione da parte delle cellule del sistema immunitario di citochine e molecole pro-infiammatorie, come l’ossido nitrico.

Rossi, A., et al., Protective effects of anthocyanins from blackberry in a rat model of acute lung inflammation. Free Radic Res, 2003. 37(8): p. 891-900. Wang, Q., et al., Cyanidin-3-O-beta-glucoside inhibits iNOS and COX-2 expression by inducing liver X receptor alpha activation in THP-1 macrophages. Life Sci, 2008. 83(5-6): p. 176-84. Karlsen, A., et al., Anthocyanins inhibit nuclear factor-kappaB activation in monocytes and reduce plasma concentrations of pro-inflammatory mediators in healthy adults. J Nutr, 2007. 137(8): p. 1951-4. Park, S.J., et al., Anthocyanins inhibit airway inflammation and hyperresponsiveness in a murine asthma model. Food Chem Toxicol, 2007. 45(8): p. 1459-67. Wallace T., Anthiocyanin in cardiovascular disease, Adv. Nutr. 2: 1–7, 2011; doi:10.3945/an.110.000042. Review che contiene un excursus anche sulle attività antiinfiammatoria delle antocianine . Middleton E., Effect of Plant Flavonoids on Immune and Inflammatory Cell Function,  Advances in Experimental Medicine and Biology Volume 439, 1998, pp 175-182

 

ANTI-INVECCHIAMENTO

Lo stress ossidativo è tra le principali cause di invecchiamento cellulare: le antocianine e i flavonoidi, grazie al loro potere antiossidante, aiutano a contrastare e ridurre il fenomeno.

Questo è risultato ben evidente non solo in numerose colture cellulari ma anche in modelli animali pluricellulari, come nel nematode C.elegans. Nematodi a cui viene somministrato un cocktail di antocianine estratte dalla farina rossa vivono il 10% più a lungo e sono più resistenti a stress ossidativi1.

 1Chen et al, J., Anthocyanin-rich purple wheat prolongs the life span of Caenorhabditis elegans probably by activating the DAF-16/DOXO Transcription Factor. Agric. Food Chem., 2013, 61 (12), pp 3047-3052 DOI: 10.1021/jf3054643

 

AZIONE ANTI-TUMORALE

Lo stress ossidativo prolungato causa uno stato di infiammazione cronica nelle cellule e nei tessuti, ed è ormai nota la relazione tra infiammazione cronica e aumentata probabilità di sviluppare tumori1; antocianine e flavonoidi dunque, contribuiscono anche a diminuire il rischio di cancro.

1 Prasad et al, Targeting inflammatory pathways by flavonoids for prevention and treatment of cancer. Planta Med. 2010 Aug;76(11):1044-63. doi: 10.1055/s-0030-1250111.


 

Sono ancora in corso studi epidemiologici su larga scala in uomini e donne per valutare con precisione l’effetto delle antocianine, sia introdotte con la dieta che tramite integratori, sulla salute e per valutare le dosi ottimali.

Tuttavia, la grande quantità di studi in vitro, su modelli animali e gli studi epidemiologici già effettuati indicano che le antocianine e le fito-molecole apportano numerosi benefici alla salute umana.

Chiara Segré
Chiara Segré

Chiara Segré è biologa e dottore di ricerca in oncologia molecolare, con un master in giornalismo e comunicazione della scienza. Ha lavorato otto anni nella ricerca sul cancro e dal 2010 si occupa di divulgazione scientifica. Attualmente è Responsabile della Supervisione Scientifica della Fondazione Umberto Veronesi, oltre che scrittrice di libri per bambini e ragazzi.


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