Celiachia: quasi duecentomila italiani devono rinunciare al glutine
Nel nostro Paese oltre 198.000 celiaci, 2 su 3 donne. Il problema delle diagnosi «sommerse». Ma la celiachia non è un'invenzione del terzo millennio
I celiaci oltre ogni ragionevole dubbio sono poco meno di duecentomila: 198.427, per l'esattezza. Tanti, ma sensibilmente di meno rispetto a quelli che potrebbero esserlo e ancora non lo sanno. Secondo le stime riportate nell'ultima Relazione annuale del ministero della Salute al Parlamento sulla celiachia, relativa al 2016, i celiaci in Italia potrebbero essere in tutto 600mila, considerando una prevalenza mondiale pari all'un per cento. Quindi oltre 400mila persone potrebbero essere celiache ancora senza diagnosi.
Si confermano dunque in crescita i numeri della celiachia in Italia. Ma è necessario interpretare i dati: ci sono più celiaci rispetto al passato oppure oggi è più probabile giungere a una corretta diagnosi? «Non c’è nessuna evidenza scientifica che indichi che il numero dei casi di celiachia sia in aumento», ripete ogni volta che può Marco Silano, direttore del reparto alimentazione, nutrizione e salute dell'istituto Superiore di Sanità e coordinatore del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Celiachia.
A fronte dell'aumento delle diagnosi non c'è dunque un rischio peggiore di sviluppare la celiachia - condizione infiammatoria cronica che porta chi ne soffre a dover escludere rigorosamente il glutine dalla dieta - bensì una sensibilità maggiore oltre a una serie di opportunità che negli anni hanno reso le diagnosi più accurate. Dall'ultima relazione emerge come in Italia, nel 2016, siano stati scoperti 15.569 nuovi casi di celiachia: oltre cinquemila in più rispetto all'anno precedente. In questo modo si è arrivati al dato complessivo di 198.427 diagnosi: di cui due terzi registrati tra le donne. Le Regioni in cui si sono registrate i maggiori aumenti di diagnosi sono state la Lombardia, il Lazio e l'Emilia Romagna. Ma se si guarda la prevalenza della malattia - ovvero la quota di popolazione colpita dalla celiachia sul totale degli abitanti - il primato spetta alla Sardegna e alla Toscana (0,41 per cento). A seguire: la Provincia Autonoma di Trento (0,4 per cento), la Valle d'Aosta (0,39 per cento), la Lombardia (0,38 per cento) e l'Abruzzo (0,37 per cento).
LA DIETA PRIVA DI GLUTINE E' DANNOSA PER CHI NON E' CELIACO?