Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Alimentazione

I polifenoli che allontanano la vecchiaia

pubblicato il 22-12-2013

Sono i composti contenuti negli alimenti di origine vegetale, frutta e verdura principalmente. Che giochino un ruolo protettivo, è noto. Ma una ricerca italiana dimostra come e perché

I polifenoli che allontanano la vecchiaia

Una dieta ricca di polifenoli è alleata della longevità e favorisce una riduzione del tasso di mortalità nella popolazione anziana. La notizia, di per sé, non è nuova. Ma a corroborare il riscontro, questa volta, è la modalità con cui è stato condotto lo studio. La dieta, infatti, non è stata analizzata monitorando la quantità di polifenoli ingeriti, ma attraverso la misurazione di alcuni biomarker nelle urine in grado di indicare con precisione la quota di polifenoli metabolizzata e dunque efficace.

COSA SONO I POLIFENOLI? - Quando si parla di antiossidanti, ci si riferisce principalmente a questi composti: i polifenoli. Si tratta di molecole di origine naturale presenti nei vegetali, con una funzione difensiva: rispetto ai batteri, ai parassiti e alla radiazioni ultraviolette. A partire dalla fine degli anni ’90, però, le potenzialità dei polifenoli sono state estese anche all’uomo. Oggi, infatti, si sa che una dieta ricca in frutta e verdura ha un effetto protettivo soprattutto sulle malattie cardiovascolari, ma anche rispetto ai tumori e alle patologie neurodegenerative. Dove si trovano i polifenoli? Premesso che la categoria racchiude una serie di composti, più o meno efficaci, si possono assumere attraverso: le fragole, il tè verde, i mirtilli, l’uvetta, le mele, la cipolla e l’aglio. «Indicare precise quantità è molto difficile: di certo, però, sappiamo che cinque porzioni al giorno, variando i colori dei vegetali, hanno un effetto protettivo sulla salute - spiega Gian Luigi Rossi, ricercatore dell’istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr di Avellino -. Ma più dei polifenoli, dotati di una bassa biodisponibilità, sono i loro metaboliti a svolgere un effetto preventivo. Per questo è importante capire cosa accade a queste molecole durante la digestione».

LA RICERCA - La considerazione dà sostanza alla ricerca pubblicata sul Journal of Nutrition. Secondo lo studio, firmato anche dai medici italiani Antonio Cherubini e Stefania Bandinelli, un adeguato apporto di polifenoli - misurato attraverso la compilazione di questionari e rilevato tramite l’escrezione urinaria di specifici marcatori – è alleato della longevità ed è correlato a una riduzione del tasso di mortalità negli anziani. Sono stati osservati 1155 soggetti prelevati dal campione del progetto InChianti. Follow-up: 12 anni. Le malattie indagate: cardiovascolari, diabete, tumori, demenza senile, morbo di Parkinson, bronco-pneumopatia-cronico-ostruttiva. È emerso che un elevato consumo di polifenoli riduceva del 30% il tasso di mortalità relativo a tutte le patologie. «I meccanismi attraverso cui un’elevata escrezione urinaria contribuisce a ridurre la mortalità non sono ancora chiari - afferma Antonio Cherubini, direttore dell’unità di geriatria all’Inrca di Ancona -. È probabile che i risultati siano spiegabili attraverso l’effetto protettivo garantito dai polifenoli rispetto all’apparato cardiovascolare e ai tumori, principali cause di morte nei pazienti over 65».

Fabio Di Todaro
@fabioditodaro


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video