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Alimentazione

L'alimentazione in età adulta

pubblicato il 12-09-2011
aggiornato il 18-01-2017

I consigli essenziali per uomini e donne che vogliono mantenersi in buona salute, proteggersi dall'ipertensione, nutrirsi adeguatamente in menopausa

L'alimentazione in età adulta

Terzo appuntamento con "Le regole della buona salute a tavola", dedicato a uomini e donne che vogliono mantenersi in forma

 

La problematica posta dall'alimentazione nell'età adulta ha fatto intraprendere numerosi studi sulle relazioni tra dieta e stato di salute. Allo stato attuale delle conoscenze sembrano assodate delle correlazioni tra alcune malattie e la dieta seguita dalla maggioranza della popolazione nelle società industrializzate.

Nei maschi uno dei problemi più seri riguarda la relazione tra lipidi e arteriosclerosi. La relazione è multifattoriale, cioè oltre alla dieta ci sono altri importanti fattori di rischio tra cui il fumo, l'ipertensione e il diabete. Comunque, il disordine alimentare, cioè l'alimentazione eccessiva o irrazionale, è uno dei più importanti. Infatti, l'opinione corrente è che un'elevata presenza di grassi saturi e di colesterolo nella dieta, associata ad un eccesso calorico costituisca un rischio più elevato di incorrere nei danneggiamenti delle arterie. La situazione è complicata dal fatto che non tutti i lipidi presenti nel sangue sarebbero dannosi. Alcuni di essi possono essere di beneficio, come le lipoproteine ad alta densità (HDL = High Density Lipoprotein). Sembra che più alta è la concentrazione di HDL nel sangue, minore sia il rischio di malattie a carico del sistema circolatorio.

Una dieta che tenga conto di tutti questi fattori dovrebbe prevedere:

a) riduzione dell'apporto calorico globale:

b) moderata riduzione del contenuto lipidico totale della dieta a non più del 25% delle calorie totali:

c) aumento degli acidi grassi polinsaturi nella dieta.

Nelle donne in menopausa uno dei problemi è costituito dall'osteoporosi. Questa malattia, che causa fragilità ossea e fratture, è più frequente nei soggetti di sesso femminile rispetto a quello maschile e non può essere curata solo con un supplemento di calcio. L'osteoporosi può essere favorita da una cronica carenza di calcio nella dieta nel corso anche di parecchi anni, specie nelle donne con prolungate assenze mestruali con età inferiore a 35 anni. Si sa, infatti, che il maggior apporto di calcio nell’osso avviene nell’età giovanile, sotto effetto degli ormoni femminili.

L'uso della pillola anticoncezionale, che può interferire nel metabolismo di certi nutrienti. Per esempio, l'utilizzo della vitamina B6 è ridotto, come pure quello dell'acido folico e, forse, anche quello della vitamina B12.

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito di Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano – con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi- ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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