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Alimentazione

Per le mamme in attesa non più di due tazzine di caffè

pubblicato il 10-05-2013
aggiornato il 14-01-2017

E’ la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I livelli di caffeina, uniti ai quantitativi ‘nascosti’ in altri alimenti e bevande, sono causa di un decremento di peso del neonato alla nascita con ripercussioni sulla sua salute futura

Per le mamme in attesa non più di due tazzine di caffè

E’ la raccomandazione dell’OMS. I livelli di caffeina, uniti ai quantitativi ‘nascosti’ in altri alimenti e bevande, sono causa di un decremento di peso del neonato alla nascita

Due caffè al giorno in dolce attesa e niente più. Oltre questi quantitativi di caffeina, infatti, aumenterebbero le probabilità di nascituri sottopeso e con complicanze a breve e lungo termine. Ad attestarlo è uno studio, pubblicato su BMC Medicine, condotto dal Norwegian Institut for Public Health su un campione di 60 mamme con diverse abitudini alimentari e  stili di vita.

LO STUDIO – Mamma e bimbo sono legati da un cordone ombelicale, anche per quanto concerne il cibo: farsi tentare durante la gravidanza da sostanze nocive – come ad esempio il consumo di caffè e caffeina in quantità eccessive - solo per la gola (poiché i principi nutritivi sono nulli), può compromettere lo sviluppo del piccolo. «Insieme ai nutrienti e all’ossigeno – spiega il professor Fabio Facchinetti del Dipartimento di Scienze  Medico Chirurgiche Materno Infantili e dell’Adulto dell’Università di Modena e Reggio Emilia – la caffeina oltrepassa la barriera della placenta e arriva al feto, il quale non ha però ancora gli enzimi necessari per inattivarla in maniera efficace». E gli effetti, per il piccolo, sono importanti. Gli scienziati norvegesi hanno infatti osservato su un campione di 60 mamme, abituali consumatrici di caffè, tè, bibite gassate a base di caffeina, dolci al cacao o dessert alla cioccolata, un aumentato rischio di bimbi sottopeso per l’età gestazionale. «Il peso normale di un bambino alla nascita – dichiara il professore – si aggira intorno ai 3,6 kg, ma è stato dimostrato che subisce una riduzione di 21-28 grammi per ogni 100  grammi di caffeina assunta». A conferma di quanto sia dannosa per il piccolo è il fatto che, anche associata al fumo di sigaretta (ulteriore fattore di rischio in gravidanza), gli ‘effetti negativi’ non subiscono variazioni o aumenti significativi. «Questi dati - aggiunge Facchinetti - possono forse spiegare anche il fatto che l’abuso di caffeina si associa ad un incremento di rischio di morte endouterina».

LA QUANTITA’ – Meglio abbandonare per i nove mesi di gestazione la tazzina a fine pasto, ma se proprio all’aroma di caffè non si può rinunciare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce il valore massimo di caffeina a 300 mg al giorno, corrispondenti a poco più di una tazzina di caffé o sei tazze di tè o a meno di una tazza per il caffè americano. Valore, comunque, sempre estimativo poiché dovrà tenere  conto anche delle altre fonti meno comuni di caffeina, quali le bevande a base di cola e alcuni farmaci da banco (soprattutto analgesici) dove la sostanza viene aggiunta per aumentare l'effetto antidolorifico.

 


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