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Alimentazione
Camilla Galli

L'olio d'oliva e quel nesso con la longevità

pubblicato il 26-01-2022

Usare olio d'oliva al posto di altri tipi di grassi sembra legato a una riduzione del rischio di molte malattie. I dati di uno studio USA su 90.000 persone seguite per 28 anni

L'olio d'oliva e quel nesso con la longevità

Il consumo di più di 7 grammi di olio di oliva, pari a circa 1 o 2 cucchiai da cucina al giorno, è associato a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, tumori, malattie neurodegenerative e polmonari. Ad affermarlo un nuovo studio condotto all’Harvard T.H. Chan School of Public Health e recentemente pubblicato sul Journal Of The American College of Cardiology.

LO STUDIO

Un gruppo di ricercatori, guidato dalla dottoressa Marta Guasch-Ferré, ha osservato per 28 anni più di 60.000 donne e 30.000 uomini che si presentavano sani all’inizio dello studio. A cadenza periodica i partecipanti venivano sottoposti a un questionario che chiedeva loro con quanta regolarità consumassero determinati tipi di alimenti, in particolare i grassi e gli olii che usavano in cucina e le relative marche. Al termine dello studio i ricercatori hanno potuto osservare come coloro che consumavano una più alta quantità di olio avessero il 19% in meno di possibilità di morire in seguito a malattie cardiovascolari, il 17% in meno di possibilità di sviluppare malattie oncologiche, il 20% in meno di andare incontro a disturbi neurologici e infine il 18% di rischio in meno di morire a causa di problemi respiratori. Lo studio ha inoltre mostrato come la sostituzione di grassi quali margarina, burro, maionese e derivati del latte con l’olio d’oliva fosse associata con una riduzione importante (meno 34%) del rischio di morte.

EXTRAVERGINE SÌ, MA QUANTO?

È possibile che il più alto consumo di olio d’oliva sia indice di una dieta più equilibrata, di uno stile di vita più sano e un più alto status sociale, e numerose sono le domande a cui ancora bisogna trovare risposta. L’associazione tra consumo di olio e riduzione del rischio di morte è causale o pura coincidenza? Qual è la quantità minima di olio d’oliva richiesta per ottenere un effetto protettivo?

LA RICERCA IN ITALIA

Queste sono alcune delle domande a cui sta cercando di trovare risposta un gruppo di ricerca italiano dell I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (Isernia), nell’ambito del progetto Moli-sani, uno studio, partito nel marzo 2005, che ha coinvolto circa 25.000 cittadini residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari, dei tumori e delle patologie neurodegenerative. Il rischio di essere colpiti da queste malattie dipende da molti elementi, alcuni sono genetici, altri dipendono dall’ambiente, dalla dieta e dallo stile di vita di una singola persona. Conoscere a fondo l’equilibro che vi è tra questi elementi è importante. Lo studio Moli-sani ha permesso negli anni di raccogliere molte informazioni sui soggetti analizzati, di creare una biobanca di campioni di sangue e urine e di pubblicare numerosi lavori incentrati sul ruolo della dieta mediterranea e delle sue componenti nella prevenzione. Un nuovo focus sul consumo di olio extravergine di oliva e una sua maggior durata aiuterà a caratterizzare meglio il ruolo di questo alimento sulla salute umana.

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