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Alimentazione

Ossa più forti con la dieta mediterranea

pubblicato il 16-07-2018

Secondo uno studio su oltre mille persone la dieta mediterranea rallenta la perdita di massa ossea nelle persone già affette da osteoporosi

Ossa più forti con la dieta mediterranea

È un toccasana per la salute del cuore, oltre che per il girovita: con tutto ciò che ne consegue, in termini di benefici complessivi. La dieta mediterranea è da sempre sinonimo di benessere. Poco alla volta, però, si sta cercando di caratterizzare tutte le condizioni che possono migliorare a partire dalla tavola. L'ultima scoperta riguarda l'osteoporosi: nelle persone che ne sono affette, una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integralipesce e olio extravergine di oliva è risultata in grado di ridurre la perdita di massa ossea.  

ECCO TUTTI I BENEFICI
DELLA DIETA MEDITERRANEA

DIETA E SALUTE DELLE OSSA

Questo è quanto emerso da una ricerca condotta in cinque Paesi europei (Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Polonia e Francia) su mille persone anziane (65-79 anni), grazie alle quali è stato possibile misurare l'impatto della dieta mediterranea sulla salute delle ossa, nell'arco di un anno. S'è trattato di uno studio in doppio cieco, in cui il campione (di cui facevano parte anche persone già affette da osteoporosi) è stato suddiviso in due gruppi: il primo ha seguito una dieta di tipo mediterraneo supplementata con vitamina D (dieci microgrammi al giorno), il secondo no. La densità ossea di tutti i partecipanti è stata misurata (a livello del femore e delle vertebre) all'inizio dello studio e dopo un anno. La dieta, come si deduce dai risultati della ricerca pubblicati sull'American Journal of Clinical Nutrition, non ha avuto un impatto sui partecipanti che presentevano valori nella norma, ma soltanto su quelli già colpiti dall'osteoporosi (quindi con un deficit di densità ossea). Evidenza che non è emersa invece da nessuna delle persone inserite nel gruppo di controllo: chi aveva già l'osteoporosi, ha continuato a vedere regredire la propria massa ossea.

 

Il toccasana contro l'osteoporosi non è il latte

 

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BENEFICI EVIDENZIATI A LIVELLO DEL FEMORE

Nelle persone che seguivano una dieta mediterranea - coloro che la seguivano hanno aumentato il consumo di frutta, verdura, noci, cereali non raffinati, olio d'oliva e pesce, ridotto quello di carne, latticini e alcolici - la massa è aumentata sopratutto a livello del collo del femore: l'area che collega l'osso più lungo del nostro corpo all'articolazione dell'anca. Una frattura, in questo punto come a livello vertebrale, è molto frequente nel corso della terza età: sopratutto tra chi soffre di osteoporosi, anche in seguito a un minimo sforzo (come il sollevare la borsa della spesa). Spiega Susan Fairweather-Tait, docente di nutrizione umana e malattie del metabolismo all'Università dell'East Anglia, tra gli autori della pubblicazione: «L'osso richiede molto tempo per rigenerarsi, motivo per cui servirà un'osservazione più duratura nel tempo prima di poter essere certi del neficio indotto dalla dieta mediterranea. Ciò non toglie che, in un campione comunque ampio di persone, la differenza osservata è stata marcata». Gli autori, tra cui diversi ricercatori dell'università di Bologna, escludono che il beneficio osservato sia da ascrivere alla supplementazione con la vitamina D: troppo basso il suo apporto per determinare un incremento della massa ossea in persone già alle prese con l'osteoporosi.

Olio extravergine d'oliva: elisir di lunga vita

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UN RUOLO PER L'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA?

L'ipotesi formulata dagli esperti chiama in causa l'olioextravergine di oliva, «i cui composti fenolici potrebbero aver avuto un ruolo sull'azione rigenerante a livello dell'osso», è il parere di Claudio Franceschi, ordinario di immunologia all'Università di Bologna. Queste molecole agirebbero favorendo la maturazione degli osteoblasti, i precursori delle cellule che compongono il tessuto osseo (gli osteociti), e il deposito di calcio nella matrice extracellulare. Obiettivo dei ricercatori è adesso quello di valutare l'impatto che la stessa dieta può avere limitando lo studio soltanto alle persone affette da osteoporosi. 

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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