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Ginecologia

Il toccasana contro l’osteoporosi non è il latte

pubblicato il 04-11-2014
aggiornato il 08-11-2017

Uno studio svedese ridimensiona l’effetto protettivo per adulti e anziani contro le fratture ossee. Ma l’alimento rimane uno dei più completi sotto il profilo nutrizionale

Il toccasana contro l’osteoporosi non è il latte

Un bicchiere di latte al giorno cancella l’osteoporosi di torno?

No, e in maniera così esplicita non s’è mai espresso nessun medico, almeno in Italia. Ciò non toglie che i prodotti caseari sono sempre stati considerati un fattore protettivo nei confronti dell’osteoporosi, come testimonia anche un recente lavoro pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.


Calcio e vitamina D per prevenire l’osteoporosi


QUALE PROTEZIONE?

A instillare più di un dubbio, adesso, è uno studio svedese di tipo osservazionale - senza un intervento dietetico diretto da parte dei ricercatori - apparso sul British Medical Journal, realizzato su oltre centomila pazienti - 61.433 donne e  45.339 uomini: di età compresa tra i 39 e i 79 anni - tra il 1990 e il 2010. Obiettivo: analizzare il legame tra il consumo di prodotti di origine animale e i tassi di osteoporosi e mortalità tra uomini e donne.

Nel corso dell’indagine sono stati raccolti il peso, l’altezza e i dati riguardanti il livello di istruzione e lo stile di vita dei soggetti monitorati. Ma soprattutto: a uomini e donne è stato chiesto a più riprese nel tempo di compilare alcuni questionari per rilevare la frequenza di consumo di prodotti quali il latte, lo yogurt e i formaggi. Nell’arco di vent’anni sono stati registrati decessi e fratture ossee (ventiduemila, con una netta prevalenza tra le donne). Numeri che hanno autorizzato gli autori della ricerca a «escludere un ruolo protettivo del latte nei confronti delle fratture, sebbene si tratti di una mera osservazione e non del riscontro di un legame certo tra causa ed effetto».

  

COME SPIEGARE IL DATO

L’evidenza, a detta di Karl Michaelsson, docente di epidemiologia all’Università di Uppsala e prima firma della pubblicazione, potrebbe essere dovuta agli alti livelli di due zuccheri contenuti nel latte: il lattosio e il galattosio, responsabili - secondo le evidenze tratte da alcuni studi condotti su animali - dell’aumento dei livelli di infiammazione cronica (l’interleuchina-6 è coinvolta nei processi dei degradazione ossea), di un maggior rischio per le malattie cardiovascolari e di una rapida accelerazione dei meccanismi di senescenza.

Più opportuna, invece, è la scelta di yogurt e formaggi fermentati, associati a una più rara insorgenza di fratture ossee e consigliati «in ragione del basso contenuto di zuccheri, dei benefici apportati alla flora intestinale, dei possibili effetti antinfiammatori indotti da alcune sostanze probiotiche e protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari». Nel lavoro si ricorda comunque «la necessità di condurre ulteriori studi prima di applicare queste conclusioni alle raccomandazioni dietetiche». Non è da escludere infatti che esista un nesso di causalità inversa che porta le donne a rischio di osteoporosi ad assumere maggiori quantità di latte.

«Il dato conferma che non è soltanto bevendo il latte che si tutela la salute delle ossa - dichiara Vincenzo Vinicola, responsabile del centro per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell’osteoporosi dell’Istituto Santa Lucia di Roma -. L’osteoporosi è una malattia multifattoriale, su cui incide la ridotta capacità di assorbimento intestinale, la menopausa, la scarsa esposizione ai raggi solari e l’utilizzo di alcuni farmaci». Tutti aspetti non considerati nello studio.

MEDICINA DI GENERE: COME TRATTARE L'OSTEOPOROSI NELL'UOMO?

QUALI BENEFICI DAL LATTE

Calcio, fosforo e vitamine del gruppo B e D, in primis. Ma, più in generale, anche proteine, zuccheri, acidi grassi. Sono pochi gli alimenti completi come il latte. Le linee guida italiane, in accordo con quelle internazionali, consigliano un consumo nella popolazione adulta di 2-3 porzioni al giorno: pari a 250-375 millilitri. A queste vanno aggiunte tre razioni settimanali di formaggio: da 50 o 100 grammi, a seconda che sia stagionato o fresco. Ma se la sua utilità nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza è fuori discussione, il consumo in età adulta dipende innanzitutto dai gusti.

«Le donne che assumono il latte quotidianamente mantengono lo stesso rischio di sviluppare fratture ossee che corre chi non lo beve o ne beve molto poco - afferma Anna Villarini, biologo nutrizionista del dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Il calcio è un minerale importante, ma si può assumere anche attraverso l’acqua, i cavoli, le verdure a foglia verde e le mandorle».

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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