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Alimentazione

Più flavonoidi in tavola per contrastare l'aumento di peso

pubblicato il 11-03-2016
aggiornato il 27-02-2017

Secondo un vasto studio americano il loro consumo può favorire a lungo termine il controllo del peso, prevenendo diverse malattie tipiche dell’invecchiamento

Più flavonoidi in tavola per contrastare l'aumento di peso

Il consumo regolare di piccole quantità di frutta e verdura ricca di flavonoidi, ossia di composti antiossidanti, può favorire a lungo termine il mantenimento del peso forma, pervenendo anche il rischio di obesità. Sono queste le conclusioni cui è giunto un ampio studio americano, condotto in collaborazione dall'Università di Harvard e East Anglia, pubblicato sulle pagine del British Medical Journal.

 

 

I FLAVONOIDI

Non tutta la frutta e la verdura è ugualmente benefica o sortisce i medesimi esiti sull’organismo. Quelle contenenti, ad esempio, buone quantità di antociani, polimeri flavonoidi o flavonoli, tutti composti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, oltre a contrastare l’azione dei radicali liberi e l’invecchiamento cutaneo e cellulare, sarebbero preziose anche per controllare il deposito di grasso. I flavonoidi hanno poi il merito di essere presenti in svariate tipologie di frutta - mele, fragole, mirtilli, pere, arance - e verdure come peperoni, ravanelli, cipolle così da favorire la composizione di una dieta varia e rispettosa dei cinque colori della salute.

 

LO STUDIO

Per ottenere benefici effetti anche sul peso occorre tempo e pazienza ma i risultati sembrano certi, almeno secondo i risultati del vasto studio che ha considerato le abitudini dietetiche di quasi venticinquemila persone, tra i 27 e i 65 anni, suddivise in tre grandi gruppi: il primo costituito da donne giovani con età media 36 anni, un secondo, sempre tutto femminile, ma con donne di età intorno ai 48 anni e l’ultimo rappresentato da uomini con età pari all’incirca a 48 anni. Ciascuno dei gruppi è stato monitorato per 25 anni, ma ogni 4 (tra il 1986 e il 2011) veniva interrogato con un questionario ad hoc, sui consumi alimentari, con particolare interesse all’apporto di uno o più tipi di flavonoidi e in quali quantità.

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I RISULTATI

Cosa ne è emerso? Che a parità di calorie ingerite e con qualche possibile cambiamento nello stile di vita, ad esempio nell’abitudine al fumo, alcol e attività fisica coloro che consumavano alimenti ricchi di flavonoidi nel lungo termine potevano beneficiare di una riduzione del peso, tanto più evidenti con un consumo di antociani, seguiti dai polimeri flavonoidi e infine dai flavonoli. «Sembrerebbe sufficiente consumare anche una sola porzione giornaliera di alcuni di questi frutti o verdure - ha dichiarato Aedin Cassidy, fra gli autori dello studio - per favorire il controllo del peso con importanti ricadute in termini di salute». I chili di troppo, specie con l’avanzare dell’età, aumentano infatti le probabilità di sviluppare malattie cardiache, pressione alta, diabete e alcune forme di tumore correlate proprio al grasso corporeo in eccesso.

 

I MERITI DEI FLAVONOIDI

«Le variazioni di peso che abbiamo registrato nel corso del nostro studio - conclude la ricercatrice Monica Bertoia - sono minime, ma tuttavia evidenti. Queste premesse invitano a considerare l’utilizzo dei flavonoidi, quale ulteriore opportunità per combattere l’obesità, in continua crescita». Perché introdurre più flavonoidi nella dieta? Oltre a contrastare il peso e i radicali liberi, hanno effetti positivi anche su fegato, sistema immunitario e capillari e contribuirebbero alla prevenzione di diverse patologie, tra cui quelle croniche degenerative.


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