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Carcere di Bollate: dove il detenuto non perde la sua dignità

pubblicato il 19-11-2012
aggiornato il 14-01-2017

Alle porte di Milano un carcere modello, dove la cella serve solo per dormire, si frequentano scuole professionali, si lavora in cooperative, si fa teatro, tornei di calcio e tennis e c'è anche un giornale

Carcere di Bollate: dove il detenuto non perde la sua dignità

Basterebbe applicare la legge per avere carceri più umane e con maggiori possibilità di recupero per i suoi ospiti. Un concetto fondamentale per un paese civile e democratico, ribadito venerdì scorso dal professor Giuseppe Ferraro, del Dipartimento teorie e metodi scienze umane e sociali, all’Università Federico II di Napoli, nella sua relazione all’incontro mondiale  di Science for Peace, organizzato dalla Fondazione Veronesi all’università Bocconi di Milano.  «La pena non può essere il fine della Giustizia – ha spiegato l’oratore –. L’obiettivo deve essere la restituzione del detenuto alla Società. Come può un paese abolire la pena di morte, se poi annovera l’ergastolo e il carcere a vita?».

STRUTTURA  MODELLO - Anche nel settore carcerario l’applicabilità delle leggi è a macchia di leopardo. Così accade che, diversamente da altri, al carcere di Bollate, la vita dei detenuti è scandita da orari di lavoro, impegno sociale, educazione e istruzione, come si legge nel sito della cittadella carceraria alla periferia di Milano. La cella serve soltanto per dormire. Certo, questo tipo di condizione non è per tutti: all’ingresso c’è la selezione dei detenuti da ammettere al progetto riabilitativo, che  consente di proporre loro un tipo di pena che lasci libertà di movimento e di organizzazione della propria giornata. Per contro, il detenuto si impegna a partecipare, insieme con gli operatori, all'organizzazione della vita carceraria, con un sistema di compartecipazione che lo vede protagonista delle scelte organizzative. I detenuti, riuniti in commissione, decidono autonomamente quali attività culturali, sportive e quali eventi organizzare. Sostengono i loro compagni in difficoltà fornendo, con la supervisione e il monitoraggio di giuristi volontari, consulenza legale gratuita. L’obiettivo è la dacarcerizzazione e questa è la colonna portante del cercare di Bollate, con un'alta percentuale di lavoratori all'esterno. Molta importanza viene data allo strumento del permesso premio, utilizzato anche per far conoscere e condividere con l'esterno le attività interne dei detenuti.

ISTRUZIONE – A Bollate si studia per il conseguimento della licenza elementare, della licenza media e della licenza media superiore (Istituto Tecnico Commerciale-lingue estere). Vi sono inoltre corsi brevi di informatica e inglese (primo e secondo livello). L'offerta formativa è organizzata, di anno in anno, grazie al sostegno del Fondo Sociale Europeo. Vengono attivati corsi che possano successivamente permettere un inserimento lavorativo all'interno delle cooperative già presenti in Istituto (saldo-carpentiere, elettricista, aiuto-cuoco, falegname e per operatore di rete Cisco). È stato inoltre attivato un corso di grafica multimediale (finanziato dal Ministero della Giustizia) per 4 detenuti. Sei detenuti sono iscritti all'Università di cui uno ad un corso on-line attivato dall'Università degli Studi di Milano. Per questi detenuti sono previsti spazi e tempi appositi atti da agevolare lo studio e un operatore dell'Area educativa tiene i contatti con i docenti universitari.

TEMPO LIBERO - All'interno dell'istituto vengono spesso organizzati eventi culturali, anche attraverso l'apporto di associazioni del privato sociale e del volontariato. In primo piano l'attività teatrale, con operatori della Coop. Soc. EsTia; l'Area Educativa con una Biblioteca, organizzata e gestita dall’Associazione Mario Caminetti,  che conta più di 16.000 volumi, con collegamento on-line con le biblioteche del consorzio Milano Nord. Uno Sportello Giuridico aiuta i reclusi a formulare e inoltrare richieste alla Magistratura competente.. Sono attive due sale musicali autogestite, con la supervisione dell'associazione Suoni Sonori. Per quanto attiene le attività sportive, sono attivi i tornei di calcio (uno con squadre esterne, uno con squadre interne) e il torneo di tennis. Da quest'anno la squadra di calcio della II CR di Milano è iscritta al campionato di seconda categoria.

LAVORO - Oltre agli impieghi alle dipendenze dell'Amministrazione Penitenziaria (addetti alle pulizie, alla spesa, etc) in carcere sono presenti  aziende che  impiegano i detenuti nella  telefonia, in servizi informatizzati, nel settore orto-florovivaismo, nella manutenzione delle aree verdi, nella coltivazione di piante ornamentali e ortaggi, venduti in un negozio sito tra la zona detentiva e il blocco esterno dell'istituto; la falegnameria produce mobili su commesse esterne e si occupa della scenotecnica del teatro. Un servizio di catering è a disposizione per cerimonie e 40 detenuti escono ogni giorno per lavorare alle dipendenze di ditte esterne per poi rientrare alla sera in Istituto.

MASS MEDIA - Ma il clou della riabilitazione è la realizzazione di un giornale, Il nuovo CarteBollate, periodico di informazione nato  nel 2002 per iniziativa di alcuni reclusi che intendono far sapere all'interno e all'esterno del carcere i loro problemi e i desideri, le loro speranze e le loro amarezze. La testata ospita non solo opinioni e resoconti che riguardano la struttura carceraria di Bollate, ma anche articoli di detenuti di altre carceri e commenti di esperti di diritto, psicologi, sociologi, religiosi e in genere di esperti di problemi della detenzione. Un recente dossier mette in luce le carenze sanitarie della reclusione, nonostante gli sforzi per dare anche a loro gli stessi diritti del cittadino libero. Purtroppo l’assistenza sanitaria – si legge nel loro periodico – accumula critiche legate al servizio pubblico (ritardi nelle cure specialistiche, difficoltà nel pronto soccorso), responsabile dell’assistenza dentro e fuori dal carcere.

 


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