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Malaria: in arrivo la tafenoquina, un farmaco contro le recidive

pubblicato il 25-07-2018

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malaria

La tafenoquina, appena approvata dalla FDA, riduce il rischio che la malaria si ripresenti. E' questo il caso in cui il plasmodio rimane silente per anni nel fegato. Da chiarire l'aspetto degli effetti collaterali

Malaria: in arrivo la tafenoquina, un farmaco contro le recidive

Buone notizie nella lotta alla malaria. La Food and Drug Adminstration (Fda) - l'ente statunitense che si occupa dell'immissione in commercio dei farmaci - ha dato il via libera alla tafenoquina, una molecola utile nella prevenzione delle recidive della malaria da Plasmodium vivax in quanto capace di agire a livello del fegato "stanando" la malattia dormiente. Un buon risultato - erano 60 anni che non venivano approvate molecole specifiche contro questo tipo di plasmodio - a cui dovrà seguire però un'attenta analisi dei possibili effetti collaterali a livello del sistema nervoso tipici della classe dei chinoloni antimalarici.

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CHE COSA E' LA MALARIA?

La malaria è una malattia tropicale che ogni anno colpisce più di 200 milioni di persone l'anno. Febbre, mal di testa, tensione di muscoli della nuca, brividi e sudorazione, talvolta nausea, vomito e diarrea, sono i sintomi che possono essere presenti ma che possono anche alternarsi. In genere compaiono tra i 10 ei 15 giorni dopo la puntura. Nel 2016, secondo i dati OMS, ci sono stati 216 milioni di casi nel mondo e la malaria ha ucciso 438 mila persone, la maggior parte nell’Africa sub-sahariana. Anche se i casi negli anni stanno diminunendo è vietato abbassare la guardia. A questi numeri impressionanti infatti si aggiunge un dato ancor più triste: l'80% dei decessi si verifica nei bambini al di sotto dei 5 anni. 

La malaria è causata da quattro differenti tipologie di plasmodio, organismi unicellulari appartenenti al regno dei protisti. Per compiere il loro ciclo vitale devono necessariamente replicarsi all'interno dei globuli rossi dell’uomo. Ciò avviene quando la zanzara (del genere Anopheles), tramite una puntura, rilascia dalle sue ghiandole salivari il plasmodio che è così libero di entrare nel circolo sanguigno della persona punta dall'insetto. Allo stesso modo, sempre mediante puntura, il plasmodio può tornare nuovamente nella zanzara e andare ad infettare un'altra persona punta successivamente.

RECIDIVE POSSIBILI A DISTANZA DI ANNI

Tra le diverse fomre di malaria esiste quella recidivante. Questo è il caso in cui la persona può manifestare nuovamente la malattia in quanto Plasmodium vivax - il plasmodio meno pericoloso ma in assoluto il più diffuso fuori dall'Africa Subsahariana - è capace di nasconersi a livello epatico e ritornare in circolo a distanza di tempo. I bambini sono particolarmente a rischio per questo tipo di malattia. Non solo, le persone infette possono agire come serbatoi della malattia perché se il parassita si risveglia, e la persona infetta viene punta da una zanzara, questa può trasmetterla a qualcun altro. Una caratteristica che limita notevolmente la possibilità di eradicazione della malaria.

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ELIMINARE IL PLASMODIO DORMIENTE PER PREVENIRE LE RECIDIVE

Sino ad oggi una delle strategie più utilizzate nella cura e prevenzione delle recidive da Plasmodium vivax è stata la somministrazione della primachina, una molecola ampiamente utilizzata contro la malaria già da diversi decenni. Il problema principale rappresentato da questo farmaco è la durata della somministrazione. Per evitare recidive la primachina deve essere infatti assunta per 14 giorni di seguito ma non sempre le persone portano a termine il ciclo. Con la nuova molecola sviluppata, in realtà sintetizzata già da diversi anni ma mai impiegata, la somministrazione è singola. Dalle analisi che hanno portato all'approvazione è emerso che la tafenoquina è in grado di eliminare il plasmodio dormiente localizzato a livello del fegato evitando così la recidiva. Un risultato importante che secondo l'Fda contribuirà notevolmente nella lotta all'eradicazione della malattia.

MONITORAGGIO DEGLI EFFETTI COLLATERALI DEI CHINOLONI

Il prossimo passo sarà la valutazione del farmaco da parte delle autorità nei Paesi in cui questa forma di malaria è particolarmente diffusa. Valutazione che però dovrà tenere conto di diversi fattori, in primis il monitoraggio di possibili effetti collaterali. A sollevare la questione della tossicità è il dottor Remington Nevin, direttore della Quinism Foundation. «La tafenoquina -spiega l'esperto- appartiene alla classe di composti delle 8-amminoquinoline. Molti studi da tempo sottolineano la tossicità che queste molecole hanno sul sistema nervoso centrale. Uno studio in particolare ha dimostrato che la tafenoquina, rispetto ad altre amminoquinoline, in vitro risulta maggiormente neurotossica. Non solo, la valutazione sulla neurotossicità per ora è stata effettuata solo in  topo, un modello animale non sempre indicativo per questo tipo di valutazioni. Ecco perché, proprio per come avviene per altri farmaci antimalarici appartenenti a questa categoria, occorrerà valutare attentamente la fase post-vendita oltre a limitarne l'accesso».

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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