Un passo avanti straordinario nella lotta alla malaria. Lo aveva preannunciato alcuni mesi fa Andrea Crisanti, professore di microbiologia all’Università di Padova e al Dipartimento di Life Science dell'Imperial College di Londra: «Abbiamo dimostrato che la tecnica gene drive può portare alla scomparsa di femmine fertili, producendo il collasso di una popolazione di zanzare». In laboratorio. «Ora stiamo lavorando per riprodurre in spazi confinati situazioni ecologiche simili a quelle in cui si riproducono le zanzare: per luce, temperatura, umidità». L’esperimento ha funzionato. Per la prima volta si è dimostrato, anche in un ambiente sperimentale che simula fedelmente le condizioni di vita nell’habitat naturale, che la tecnica del gene drive può eliminare una popolazione di zanzare portatrici di malaria.
IL RISULTATO IN AMBIENTE SIMILE A QUELLO NATURALE
Il team, composto da ricercatori dell’Imperial College di Londra e del Polo GGB (Polo d’innovazione di Genomica, Genetica e Biologia) di Terni, ha modificato geneticamente una popolazione di zanzare della specie Anopheles gambiae, responsabile della gran parte dei casi di malaria in Africa sub-sahariana. Il tutto in un ambiente che riproduce quello tropicale in cui normalmente vivono questi insetti, dimostrando quindi che questo intervento sarebbe possibile ed efficace nel mondo reale e per un periodo di tempo lungo.







