L’evoluzione dei cellulari e le preoccupazioni per la salute
Sono passati oltre 40 anni da quando, nel 1983, vennero messi sul mercato i primi telefoni cellulari. Oggi gli smartphone sono parte integrante della vita quotidiana e la tecnologia delle comunicazioni continua a progredire facendo crescere, di pari passo, anche le preoccupazioni per i rischi per la salute che i nuovi strumenti portano con sé, non ultimo quello di sviluppare tumori.
E se eliminare cellulari e wi-fi è praticamente impossibile, diventa fondamentale comprendere cosa dice la scienza e seguire le raccomandazioni degli esperti per utilizzarli in sicurezza.
Cosa sono le radiofrequenze (RF) e come agiscono sul corpo
Quando si parla di telefoni cellulari, si deve parlare anche di radiofrequenze (RF), una forma di energia che si trova nello spettro elettromagnetico e si posiziona tra le onde radio FM e le microonde. Si tratta di onde con una radiazione non ionizzante, che a differenza di quelle ionizzanti (per esempio i raggi X), non hanno l'energia sufficiente per
danneggiare direttamente il DNA delle cellule.Le RF ad alta intensità hanno comunque la capacità di riscaldare i tessuti corporei anche se, in linea generale, l’energia emessa dai telefoni cellulari e dalle torri di trasmissione, chiamate anche “antenne”, non sono sufficienti per aumentare significativamente la temperatura corporea.
Oltre ai telefoni cellulari, anche le torri (antenne) di telefonia mobile, i dispositivi wi-fi e Bluetooth rappresentano fonti di onde RF che arrivano all’uomo. Per quanto riguarda le antenne di telefonia mobile, i dati sono rassicuranti e l’impatto sulla salute delle onde emesse è minimo dal momento che la quantità di energia che raggiunge le persone a livello del terreno è centinaia di volte inferiore ai limiti di sicurezza stabiliti dagli enti regolatori internazionali. Questo vale anche nel caso delle reti di quinta generazione, o 5G: gli studi oggi disponibili non hanno dimostrato un legame tra 5G e particolari danni per la salute, ma gli esperti si mantengono cauti e continuano a monitorare la situazione.
I cellulari causano il cancro?
Già nel 2011, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato le onde RF come “possibilmente cancerogene per l’uomo” (Gruppo 2B). Questa classificazione si basa in particolare su prove limitate di un possibile aumento del rischio di tumori cerebrali (gliomi) tra gli utilizzatori di cellulari e prove inadeguate per altri tipi di cancro. La maggior parte degli studi finora condotti sulle persone si è concentrata sul rischio di tumori cerebrali e della regione testa-collo, ovvero le aree del corpo più probabilmente esposte alle radiazioni emesse dai telefonini.
In sintesi, non è stato riscontrato un chiaro legame tra l’uso del cellulare e lo sviluppo di tumori.
Cellulari e salute: cosa dicono gli studi attuali
Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 sulla rivista Environment International da Ken Karipidis, della Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency, e colleghi ha provato a fare il punto sull’esposizione a campi elettromagnetici di RF e rischio oncologico esaminando 63 studi sull’uomo pubblicati tra il 1994 e il 2022. I ricercatori hanno concluso che le prove attuali non mostrano un legame tra l’uso dei telefoni cellulari e il cancro al cervello o altri tumori della regione testa-collo.
In particolare, non sono emerse associazioni tra uso prolungato o intensità di utilizzo e rischio di cancro. A sostegno di queste conclusioni c’è anche il fatto che nonostante il forte aumento dell’uso dei cellulari, i tassi di tumori cerebrali non sono aumentati allo stesso ritmo.
Una seconda revisione della letteratura guidata dallo stesso autore e pubblicata nel 2025 ha invece incluso 26 studi pubblicati tra il 1988 e il 2019 concentrandosi su tumori meno studiati in questo senso (tumori del sistema linfoematopoietico, tumore alla tiroide e tumore del cavo orale/faringe). Anche in questo caso non sono è stato possibile dimostrare un legame tra queste neoplasie e uso di cellulari.
Conclusioni: i cellulari sono sicuri?
Ad oggi i dati sembrano rassicuranti e non ci sono raccomandazioni ufficiali volte a ridurre l’esposizione, ma è comunque opportuno mantenere un atteggiamento prudente quando si usa il telefonino.
Consigli pratici per ridurre l’esposizione alle radiofrequenze
- Usa il vivavoce o dispositivi “a mani libere” (hands-free), come auricolari con cavo o wireless (Bluetooth). Questo accorgimento aiuta a ridurre molto anche l’“effetto riscaldante” sui tessuti che deriva da un uso ravvicinato e prolungato di questi dispositivi.
- Limita la durata delle chiamate, preferendo l’uso di messaggi di testo quando possibile.
- Fai attenzione alla qualità del segnale poiché quando il segnale è debole, il telefono aumenta automaticamente la sua potenza di emissione nel tentativo di connettersi alla stazione base, aumentando l'esposizione.
- Mantieni una certa distanza dal cellulare, soprattutto se sei portatore di dispositivi medici (meglio evitare di tenere il cellulare sotto il cuscino durante la notte).
- Proteggi i più piccoli. Gli studi sugli effetti a lungo termine e sulla possibile maggiore vulnerabilità nei bambini sono ancora in corso, ma è buona norma non lasciare i cellulari nelle mani dei bambini, riducendo così anche i danni, quelli assodati, dell’uso di cellulari sulle capacità di attenzione e sullo sviluppo emotivo.
- Evita dispositivi inutili. Alcuni dispositivi sono pubblicizzati come in grado di ridurre l'esposizione del telefono, ma la loro efficacia non è provata.
