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Oncologia

Cellulari, radiofrequenze e salute: che cosa sappiamo?

L'avvento del 5G preoccupa per un possibile aumentato rischio oncologico. Ma le prove sono insufficienti per sostenere le «responsabilità» dei campi elettromagnetici

«Con tutta questa tecnologia, saremo bombardati da onde elettromagnetiche dannose per la salute?». Oppure: «Cosa potrà accadere quando saremo circondati da antenne e ripetitori?». Le domande sono tra le più frequenti poste da coloro che guardano con preoccupazione all'avvento del 5G, la tecnologia di nuova generazione per la comunicazione mobile che garantirà una trasmissione del segnale più veloce e di migliore qualità. La (sempre) maggiore efficienza dei dispositivi tecnologici è un desiderio di tutti. Ma quello che si vuole evitare è che il progresso intacchi la tutela della salute. Quali sono i rischi potenziali a cui andiamo incontro? Ci sono delle ragioni per cambiare l'orizzonte verso cui siamo - inevitabilmente - diretti? Considerando che il 2020 dovrebbe essere l'anno del lancio della rete 5G su tutto il territorio nazionale, abbiamo provato a sintetizzare le evidenze oggi disponibili. 

5G: DI COSA SI TRATTA?

L'acronimo 5G sta per «quinta generazione» e indica l'ultimo standard tecnologico disponibile per la comunicazione mobile. Grazie all'impiego di onde elettromagnetiche ad alta frequenza differenti da quelle finora utilizzate, i nostri dispositivi si connetteranno alla rete in maniera più veloce. Ma, soprattutto, potranno dialogare tra loro. Un aspetto che sintetizza la vera novità del 5G, in un'epoca in cui abbiamo l'esigenza che tutti i device - smartphone, tablet, pc, smartwatch, elettrodomestici ed e-reader - siano tra loro sempre connessi indipendentemente dalla distanza che li separa. La sua introduzione determinerà importanti cambiamenti nell'architettura della rete, le cui ricadute non sono ancora del tutto immaginabili. La capillarità degli impianti potrebbe aumentare, anche se ogni progresso compiuto nell'ambito delle telecomunicazioni ha sempre fatto registrare un calo dell'intensità dei segnali trasmessi. Lo stesso potrebbe avvenire con il 5G, anche se il fatto che il cellulare sia la maggiore fonte di radiofrequenze lascia intendere quanto variabile possa essere l'esposizione da un individuo all'altro. E, di conseguenza, il rischio di ricadute sulla salute.  

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