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Tubercolosi: quando la luce aiuta a guarire

pubblicato il 15-10-2012

Una malattia purtroppo mai passata di moda. Ora però i farmaci sono più efficaci e la luce può potenziarne gli effetti

Tubercolosi: quando la luce aiuta a guarire

Una malattia purtroppo  mai passata di moda. Ora però i farmaci sono più efficaci e la luce può potenziarne gli effetti

Forse avevano ragione i nostri nonni. In passato una delle terapie più in voga per la cura della tubercolosi consisteva nel soggiornare per alcune settimane nei sanatori di montagna. In Lombardia, tra i più famosi, c’è sicuramente quello di Sondalo in Valtellina. Poi con il tempo, e i progressi compiuti in campo farmacologico, questa antica tradizione è andata via via scemando. Eppure secondo quanto pubblicato dalla prestigiosa rivista PNAS, un periodo di villeggiatura in luoghi soleggiati aiuterebbe ad accelerare la guarigione. Il segreto: una maggior produzione di vitamina D.

LA MALATTIA - La tubercolosi è una malattia a carico dell’apparato respiratorio causata dal microrganismo Mycobacterium tuberculosis. Esso può essere trasmesso per via aerea da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per propagare l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Il dato che però preoccupa è quello riguardante la capacità di trasmissione della malattia: un individuo malato infatti, se non è sottoposto a cure adeguate, può infettare, nell’arco di un anno una media di 10-15 persone.

LO STUDIO - Attualmente le cure disponibili per la malattia sono abbastanza buone. I dati parlano chiaro: ad eccezione di alcune forme multi resistenti ai farmaci, in Italia negli ultimi dieci anni il tasso di incidenza della malattia è stato pari a meno di 10 casi su 100 mila abitanti. Ma i farmaci potrebbero agire ancor meglio se combinati con la luce solare. Lo studio della Queen Mary University di Londra ha evidenziato che in questi casi l’efficacia dei farmaci è significativamente maggiore. I ricercatori hanno preso in esame 95 pazienti con trattamento antibiotico standard suddivisi in due gruppi: a 44 sono state somministrate dosi di vitamina D, alle restanti 51 dei placebo. I primi hanno eliminato il batterio della tubercolosi mediamente in 23 giorni, ai secondi ne sono serviti ben 36.

COMPLETARE IL CICLO - Ma se a fare ben sperare sono le percentuali di successo della terapia, a preoccupare è la scarsa adesione ad essa. Chi è in cura deve sempre portare a termine il ciclo anche in assenza di evidenti sintomi. Vi è infatti troppo spesso la tendenza all’abbandono quando le manifestazioni cliniche scompaiono. Nulla di più grave: sospendere la terapia antibiotica facilita la selezione di ceppi resistenti mettendo a rischio la salute sia del malato che della collettività.

Daniele Banfi

@danielebanfi83


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