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Cardiologia

Cinque grammi di sale in più danneggiano il cuore

pubblicato il 30-07-2012
aggiornato il 16-05-2017

Lo rivela uno studio condotto dall’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con il Centro Collaborativo OMS dell’Università di Warwick, confermando anche l’effetto protettivo del potassio

Cinque grammi di sale in più danneggiano il cuore

Due o tre grammi di cloruro di sodio - il comune sale da cucina - al giorno sono sufficienti al nostro organismo per stare bene. Invece tra il sodio aggiunto nelle pietanze e quello ‘nascosto’ negli alimenti - prodotti da forno, pane, insaccati, latte e derivati, alcuni condimenti - che regolarmente consumiamo, l’apporto di sale aumenta fino a 10 grammi. Il doppio – a volte di più - delle dosi giornaliere raccomandate. E il cuore ne risente andando incontro, col tempo, a importanti malattie cardiovascolari.

L’APPORTO DI SODIO 

Limitare il consumo di sale a non più di un cucchiaino da the al giorno potrebbe risparmiare agli Italiani fino a 67 mila casi di infarto e 40 mila casi di ictus all’anno. Ma l’obiettivo di limitare la quantità massima a cinque grammi quotidiani nella dieta come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è ancora lontano. «I benefici di un minore consumo di sale – spiega Pasquale Strazzullo, direttore dell'Unità di Medicina Interna, Ipertensione e Prevenzione Cardiovascolare dell'Università Federico II di Napoli e coautore dello studio – sono paragonabili a quelli derivanti da una riduzione del fumo, dell’ipercolesterolemia e da un controllo del sovrappeso». In realtà, il fabbisogno di sale del nostro organismo è pari a 1-1.5 grammi al giorno in condizioni normali e può raggiungere tutt’al più il doppio  in caso di sudorazione prolungata da esercizio fisico molto intenso e prolungato. L’eccesso fa aumentare la pressione del sangue, indurisce le pareti dei vasi, svolge una azione pro-infiammatoria e induce stress ossidativo.


RIDURRE IL SODIO IN POCHE MOSSE

Le abitudini, soprattutto quelle alimentari, non sono facili da modificare ma è possibile imparare ad adottare alcuni accorgimenti utili a ridurre la quantità di sale quotidiana. Ecco i consigli dell’esperto: usare minor sale possibile (meglio iodato) durante la preparazione dei cibi, introducendolo sulla punta del cucchiaino piuttosto che con le mani; sostituirlo con erbe e spezie aromatiche che non tolgono il gusto; dimezzare il quantitativo di sale condendo con succo di limone e/o aceto; fare molta attenzione a quello contenuto nei prodotti acquistati, indicato sulle etichette; non mettere la saliera in tavola; evitare l’uso di dado, conserve e sughi industriali.


IL SALE BUONO 

Esiste però anche un sale buono. «Si tratta dei sali di potassio - conclude Strazzullo - di cui frutta, verdura e legumi sono ricchi, che migliorano la funzionalità dell'endotelio, il tessuto che riveste l'interno dei vasi sanguigni e produce sostanze vasodilatatrici, importanti per mantenere la pressione bassa». Un maggior apporto di potassio, al pari della riduzione di sodio, aiuta a prevenire gli eventi cardiovascolari e riduce l’incidenza di ictus. Per avere tutto il potassio che ci serve, è bene consumare almeno cinque porzioni di vegetali al giorno: meglio che ricorrere agli integratori.

 


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