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Cardiologia
Paola Scaccabarozzi
pubblicato il 09-05-2023

Ecco l'impatto delle temperature globali sulla salute cardiovascolare



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Stimati 1,2 milioni di morti nel 2019 per temperature troppo basse o troppo alte. Servono studi sulle malattie cardiovascolari e l'emergenza climatica

Ecco l'impatto delle temperature globali sulla salute cardiovascolare

I cambiamenti climatici impattano anche sul cuore e sul sistema cardiovascolare. A metterlo in evidenza un nuovo studio, pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology e condotto da medici e ricercatori dell'Harrington Heart & Vascular Institute dell’University Hospitals, Cleveland in Ohio. La ricerca ha infatti dimostrato che le temperature non ottimali, ossia al di fuori degli standard della cosiddetta normalità (medie stagionali che si registrano da decenni), impattano in maniera significativa sul rischio di andare in contro nel corso della vita a malattie cardiovascolari. Ciò è vero in tutto il pianeta e ciò fornisce un’ulteriore prova della necessità di un'azione urgente per far fronte alle sfide del clima.

 

AUMENTANO MORTALITÀ E DISABILITÀ

Obiettivo della ricerca è stato studiare le malattie cardiovascolari in riferimento a temperature non ottimali, sia basse sia alte, in relazione anche al conseguente tasso di aumento della disabilità (DALY) a livello globale. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i DALY sono gli anni vissuti con una disabilità, nel caso specifico a causa di sequele di un evento cardiovascolare (infarto, ictus,…). I ricercatori hanno scoperto che nel 2019 la temperatura non ottimale ha contribuito a livello globale a quasi 1,2 milioni di morti per disturbi cardiovascolari e quasi 22 milioni di DALY. La bassa temperatura ha contribuito a oltre 1,1 milioni di morti per patologie cardiovascolari e quasi 20 milioni di DALY. L'alta temperatura ha contribuito a circa 93.000 decessi e 2,09 milioni di DALY. Nello stesso anno, la temperatura non ottimale era il nono fattore di rischio per le morti a causa di malattie cardiovascolari a livello globale, superando dunque l'abuso di alcol, la scarsa attività fisica e altri fattori ambientali come il radon e l'esposizione al piombo.

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CRESCE L’IMPATTO DELLE ALTE TEMPERATURE

Inoltre, lo studio ha rilevato che tra il 1990 e il 2019, i decessi per patologie del sistema cardiovascolare correlati a una temperatura non ottimale sono aumentati del 45%, mentre la bassa temperatura è aumentata del 36% e la temperatura alta è aumentata del 600%.

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IN CHE MODO LE TEMPERATURE INFLUENZANO LA SALUTE DEL CUORE?

«Queste variazioni climatiche impattano sulla coagulazione» spiega il professor Pasquale Perrone Filardi, presidente della Società Italiana di Cardiologia, docente ordinario di Cardiologia, direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. «Il freddo in particolare aumenta le concentrazioni di fibrinogeno e di fattore VII della coagulazione e quindi può portare ad uno stato pro-coagulante, in grado di aumentare il rischio di ictus e altri fenomeni di natura ischemica. Ma anche ondate continue e repentine di caldo, sempre più frequenti e ulteriormente destinate ad aumentare, sottopongono l’apparato cardiovascolare, così come tutto l’organismo, a un grande stress generale che deve essere continuamente compensato».

 

UN MOTIVO IN PIÙ PER OCCUPARSI DEL CLIMA

«Dallo studio è emerso inoltre che l’impatto dei cambiamenti climatici è particolarmente evidente, in termine di morti e disabilità, nelle aree del mondo più povere», prosegue Perrone Filardi. «La ragione ovvia: gli strumenti di prevenzione e cura sono indubbiamente minori rispetto ad altre zone del mondo e spesso del tutto insufficienti e inadeguati. È dunque fondamentale che i responsabili politici e i funzionari della sanità pubblica tengano conto anche di questo aspetto. È imperativo adottare un approccio multiforme per affrontare gli impatti sulla salute del cambiamento climatico, tra cui migliorare l'accesso all'assistenza sanitaria, aumentare la consapevolezza pubblica e ridurre le emissioni di gas serra. I risultati dello studio dimostrano l'importanza di comprendere la relazione tra temperatura e carico di malattie cardiovascolari, specialmente nel contesto del cambiamento climatico globale».

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Paola Scaccabarozzi
Paola Scaccabarozzi

Giornalista professionista. Laureata in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano, con specializzazione all'Università Cattolica in Materie Umanistiche, ha seguito corsi di giornalismo medico scientifico e giornalismo di inchiesta accreditati dall'Ordine Giornalisti della Lombardia. Ha scritto: Quando un figlio si ammala e, con Claudio Mencacci, Viaggio nella depressione, editi da Franco Angeli. Collabora con diverse testate nazionali ed estere.   


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