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Cardiologia
Serena Zoli

Infarto: ecco i fattori di rischio per le donne giovani

pubblicato il 24-05-2022


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Sotto i 55 anni ci sono fattori di rischio differenti per uomini e donne. Per lei pesano di più diabete, depressione, fumo e reddito

Infarto: ecco i fattori di rischio per le donne giovani

Giovani donne e problemi di cuore. L’abbinata è stata studiata dall’Università di Yale (Usa) fuori da ogni ambito romantico: si parla infatti di infarto acuto del miocardio. Le giovani donne, intendendole dai 55 anni in giù, hanno davvero problemi di cuore più dei maschi e con specifici fattori di rischio ancora poco indagati. La ricerca è uscita su Jama Network Open e suggerisce di puntare, per la prevenzione, su strategie diverse per i due sessi, considerando, per esempio, che ipertensione, diabete, depressione e povertà risultano maggiormente associati a un infarto miocardico acuto nelle donne, rispetto agli uomini. Gli studiosi hanno esaminato i casi di 2.264 pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio mettendoli a confronto, per il controllo, con altrettante persone con analoghe caratteristiche ma del cuore sano.

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I FATTORI DI RISCHIO FEMMINILI

S’è visto che tra i due sessi, come dicevamo, ci sono fattori di rischio differenti. Per esempio, ci sono sette fattori di rischio che risultano più associati negli infarti delle donne (in ordine di rilevanza statistica): diabete, fumo, depressione, ipertensione, reddito familiare basso, storia familiare di infarto in giovane età. L’associazione più frequente risulta quella con il diabete. Negli uomini, invece, il rischio di infarto acuto del miocardio appare più legato all’abitudine del fumo e a precedenti di casi in famiglia, seguiti da ipertensione, colesterolo alto, depressione, diabete, obesità e sedentarietà.  «Questo studio parla dell’importanza di dedicare particolari ricerche su donne giovani e attacchi di cuore, un gruppo che finora è stato davvero trascurato – dicono i professori di Yale – eppure rappresentano un numero grande quanto quello delle donne colpite da tumore al seno».

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VERSO LA “MEDICINA DI PRECISIONE”

Può aver senso e rendere le indagini più efficaci anche considerare i fattori di rischio a seconda dei sottotipi di infarto del miocardio. «Stiamo procedendo verso la medicina di precisione, dove non si tratta un paziente in modo uguale a un altro, bensì riconoscendo che vi sono molti sottotipi di infarto miocardico acuto. Sono fondamentali gli interventi su misura del singolo per ottenere il massimo dei benefici di salute ed evitare l’infarto», ha commentato Yuan Lu, professoressa associata alla Scuola di Medicina dello Yale.

RICOVERI IN CALO, NON PER I GIOVANI

Negli Stati Uniti i ricoveri in ospedale per attacchi cardiaci sono andati diminuendo nel tempo, come mostra una ricerca sulla rivista Jama Cardiology. «Con tutto ciò se si analizzano i pazienti dividendoli per età si vede che la proporzione dei ricoveri tra i più giovani è in aumento – spiega Lu. – Sembra, messo tutto insieme, che vi sia una tendenza dell’infarto acuto del miocardio a presentarsi prima nella vita, il che rende la prevenzione degli attacchi di cuore in giovane età particolarmente importante». Le donne più giovani con l’infarto rappresentano il 5 per cento di tutti gli attacchi di cuore che si presentano negli Stati Uniti ogni anno. «Sembra una cifra molto piccola, ma questa percentuale rappresenta una cifra alta di persone in quanto sono tantissimi i casi di infarto nel paese – ragiona la professoressa Lu. – Così sono circa 40.000 i ricoveri in ospedale di giovani donne con infarto. Che, aggiungiamo, rappresenta la principale causa di morte in questa fascia di età».

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Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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