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Covid-19: il ruolo di antinfiammatori e interferone

pubblicato il 19-02-2021

Desametasone, budesonide, interferone e tocilizumab. Le molecole utilizzate per ridurre l'impatto di Covid-19. Il punto della situazione

Covid-19: il ruolo di antinfiammatori e interferone

Desametasone, budesonide, interferone e tocilizumab. Nella cura di Covid-19 sono molte le sperimentazioni in atto per cercare di "spegnere" l'eccessiva risposta immunitaria che si genera una volta entrati in contatto con il virus. Di fondamentale importanza però è farlo nella finestra temporale corretta. Mentre per il desametasone ormai non ci sono più dubbi -il suo utilizzo può ridurre di un terzo la mortalità nelle persone con Covid-19 in forma grave-, alcuni esperimenti preliminari su budesonide, interferone e tocilizumab sembrano indicare che queste tre molecole possano essere utili nell'accelerare l'eliminazione del virus.

SPEGNERE L'INFIAMMAZIONE

Nell'infezione da Sars-Cov-2, l'agente scatenante Covid-19, una delle principali insidie è rappresentata dall'eccessiva infiammazione che il sistema immunitario mette in atto per difendersi dall'infezione. Nei casi più gravi, quando la risposta diventa incontrollabile, il paziente va incontro a serie complicanze che possono portare sino alla morte. Spegnere l'eccessiva infiammazione, in particolare quella che si verifica a livello polmonare, è di fondamentale importanza per ridurre i sintomi di Covid-19.

Il desametasone funziona nei casi più gravi di Covid-19

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IL DESAMETASONE RIDUCE LA MORTALITA'

L'unica molecola che ad oggi si è dimostrata utile nel ridurre l'infiammazione e la probabilità di decesso è il desametasone, un derivato del cortisone utilizzato da oltre 50 anni (e dal costo irrisorio) per diverse malattie su base infiammatoria. Dalle analisi è emerso che rispetto alle cure abituali, la molecola ha ridotto i decessi del 35% nei pazienti intubati e del 20% in quelli che ricevono solo ossigeno.

BUDESONIDE SEMBRA RIDURRE IL RICORSO AL RICOVERO OSPEDALIERO

Un'altra molecola che si sta dimostrando molto promettente è budesonide, un farmaco appartenenente alla categoria dei cortisonici come il desametasone. In un recente studio dell'Università di Oxford, seppure ancora di fase II e quindi realizzato un un campione di sole 146 persone, è stato mostrato come l'utilizzo di questa molecola in forma di spray all'inizio dei sintomi riduca del 90% il ricorso a cure intensive e ospedalizzazione. Un tentativo, quello dell'utilizzo del budesonide, nato in primavera quando si è visto che la quota di pazienti con problemi respiratori cronici in cui si utilizzavano steroidi per via inalatoria -il farmaco si usa in queste persone- erano meno rappresentati percentualmente tra i pazienti bisognosi di ricovero.

Gravità di Covid-19: in parte è una questione di genetica

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MENO CARICA VIRALE CON L'INTERFERONE

Tra le molecole sotto la lente di ingrandimento c'è anche l'interferone, una molecola prodotta dalle cellule che ci difendono e necessaria a guidare la risposta del sistema immunitario. Studi effettuati nei mesi scorsi hanno dimostrato che nel 10% dei casi gravi di Covid-19 erano presenti auto-anticorpi contro l'interferone. Anticorpi in grado probabilmente di influenzare negativamente la risposta contro il virus. Ecco perché, iniettato nel momento giusto, la molecola potrebbe aiutare a combattere il virus. Nello studio da poco apparso su "The Lancet Respiratory Medicine" è emerso che al somministrazione di peginterferone lambda (già utilizzato per alcune forme di epatite) accelerava l'eliminazione del virus.

RIDURRE LA MORTALITA' E IL RICORSO A VENTILAZIONE MECCANICA CON TOCILIZUMAB

Infine, tra le molecole promettenti, vi è tocilizumab, un anticorpo già in commercio per il trattamento dell'artrite reumatoide e utilizzato anche per spegnere l'infiammazione nei malati di cancro sottoposti alle Car-T. Tocilizumab agisce bloccando la produzione dell'interleuchina-6, una potente molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario in risposta all'infezione virale. Nel trial RECOVERY, i cui risultati sono in attesa di pubblicazione, la molecola si è dimostrata utile nei pazienti ospedalizzati con necessità di ossigeno. Dalle analisi è emerso che tocilizumab è stato in grado di ridurre la mortalità e il ricorso alla ventilazione meccanica. Dati che se confermati porteranno la molecola ad affiancare il desametasone quale farmaco utile nella lotta a Covid-19.

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Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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