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Fumo
Donatella Barus

Se il prezzo del tabacco sale, la mortalità infantile cala

pubblicato il 16-03-2022

Da uno studio su 159 paesi, effetto chiaro specie in aree povere. Se la tassazione sul tabacco fosse quella raccomandata dall'OMS, nel 2018 sarebbero morti 231.000 bambini in meno

Se il prezzo del tabacco sale, la mortalità infantile cala

Aumentare la tassazione sulle sigarette riduce i consumi e può avere conseguenze molto concrete sulla salute delle persone. Anche sulla mortalità di neonati e bambini piccoli. È quanto ha rilevato un’ampia analisi condotta su 159 paesi nel mondo e coordinata dal professor Anthony Laverty dell’Imperial College di Londra.

 

PREZZO DEL TABACCO E SALUTE NEONATALE: L'INDAGINE

Alzare il costo del tabacco agendo sulla tassazione può ridurre anche la mortalità infantile, con un impatto importantissimo nei paesi più poveri. Come spiegato sulla rivista PLOS Global Public Health, i ricercatori hanno analizzato i dati sulla mortalità infantile e neonatale fra il 2008 e il 2018, incrociandoli con dati sulla tassazione del tabacco e tenendo conto di altri parametri che influiscono sulla salute dei bambini, come il livello di istruzione, l’accesso all’acqua potabile, i tassi di fertilità e il prodotto interno lordo.

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Il fumo. Una dipendenza che mette a rischio la salute

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GAP FRA RICCHI E POVERI

Ne è uscito un quadro, come prevedibile, profondamente diverso fra paesi ricchi e paesi a reddito medio-basso. Globalmente, infatti, il tasso di mortalità infantile è di 33 bambini che muoiono entro il primo anno di vita ogni mille nati nei paesi più poveri e di 6 ogni mille in quelli a reddito alto; la mortalità neonatale è di 19 su mille nati contro 4 su mille nati.

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16-10-2019
L'OMS: ALZARE LA TASSAZIONE AL 75% DEL PREZZO

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera il fumo uno dei principali fattori di rischio evitabili per la salute di uomini, donne e bambini; e considera l’aumento della tassazione una delle misure più costo-efficaci per ridurre i consumi e compensare i danni arrecati dal tabagismo e dalla dipendenza dalla nicotina. Tant’è che raccomanda una tassazione almeno pari al 75 per cento del prezzo finale di vendita del prodotto. In realtà, sottolineano gli autori della ricerca, nel 2018 una minoranza dei paesi coinvolti raggiungeva quella soglia, il 42 per cento di quelli ad alto reddito e appena l’11 per cento di quelli poveri. In media, la tassazione pesava per il 50 per cento del prezzo dal tabaccaio.

 

L'IMPATTO SULLA VITA DEI NEONATI

Andando a vedere l’impatto della tassazione del tabacco sulla vita dei bambini, i ricercatori hanno osservato che per ogni 10 punti percentuali di aumento della tassazione totale, la mortalità neonatale calava del 2,6 per cento e quella infantile dell’1,9 per cento, soprattutto nei paesi a reddito medio-basso. Probabilmente (ma è una deduzione ragionevole degli autori) perchè portava a ridurre l'esposizione dei piccoli al fumo passivo e al fumo materno in gravidanza. Difficile visualizzare nella pratica cosa significano queste percentuali. Ma viene un po’ più chiaro se le traduciamo in numeri assoluti: significano 231.220 bambini vivi in più, di cui 182.000 neonati, se nel 2018 tutti i paesi avessero adottato una tassazione almeno al 75 per cento del prezzo delle sigarette.

 

LA PETIZIONE AL PARLAMENTO

Nel 2021 Paolo Veronesi e il Comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi per la lotta al fumo  hanno presentato una petizione al Parlamento per chiedere l'aumento delle accise su sigarette, tabacco sciolto e riscaldato in Italia. Il documento chiede:

  • un aumento significativo del prezzo dei pacchetti di sigarette, del tabacco sciolto, dei dispositivi a tabacco riscaldato, attraverso l’incremento delle accise
  • che parte dei ricavi sia destinata:
  1. a programmi di prevenzione e di disassuefazione da fumo, nell’ambito del SSN;
  2. alla rimborsabilità di trattamenti per la disassuefazione attualmente a carico dei pazienti;
  3. a programmi per la diagnosi precoce delle malattie fumo-correlate;
  4. alla ricerca indipendente sul fumo e i suoi effetti.

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Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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