Ginecologia

Hpv: un vademecum per la salute degli adulti

pubblicato il 08-03-2019

Tredici domande per rispondere ai dubbi del genitore in merito all'opportunità offerta dalla vaccinazione contro il papillomavirus

Hpv: un vademecum per la salute degli adulti

Cos’è l’HPV?

HPV sta per Human Papilloma Virus, ed è un virus a trasmissione sessuale che comprende oltre 200 ceppi diversi. I ceppi a basso rischio possono causare lesioni come verruche e condilomi, mentre quelli ad alto rischio possono sviluppare alcuni tipi di tumore, come quello della cervice uterina, e più raramente quello orofaringeo, anale, vulvare e altri.

 

Come si prende l’HPV?

Il virus HPV si trasmette per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose. HPV può trovarsi anche sulla cute non protetta dal preservativo e sulle mucose genitali e orali: per questo l’uso del preservativo riduce di molto il rischio di trasmissione, ma non lo elimina completamente. L’HPV è un’infezione molto comune e si stima che 8 donne su 10 vengano contagiate dal virus nel corso della vita. Per questi motivi è importante effettuare l’HPV test e il Pap-test per conoscere il proprio stato di salute, e se si è entrati in contatto con il virus.

 

Se si è contagiati dall’HPV si avrà un tumore?

Aver contratto l’HPV non equivale a sviluppare un tumore. È importante ricordare che l’80% delle infezioni da HPV si risolve spontaneamente entro due anni dal contagio. Nel caso l’infezione persista, tuttavia, l’HPV può sviluppare diverse lesioni, benigne, pre-cancerose e maligne.

 

Quali sono i sintomi del contagio da HPV?

Dipende dal ceppo di HPV con cui si è entrati in contatto:

  • in caso di infezione persistente, i ceppi a basso rischio sono associati alla comparsa di verruche e i condilomi in sede genitale, come su cervice uterina, vulva, vagina, perineo, ano e zona extragenitale. Spesso innocue, queste lesioni benigne possono dare prurito, fastidio e dolore di lieve entità. 
  • I ceppi ad alto rischio possono invece determinare l’insorgenza di forme pre-cancerose e cancerose nell’arco di 7-15 anni dal contagio: la neoplasia più diffusa è il tumore alla cervice uterina, ma i ceppi ad alto rischio sono associati al tumore orofaringeo, del pene anale, vulvare e altri.

 

Come posso prevenire il contagio da HPV?

L’uso del profilattico durante il rapporto sessuale può ridurre il rischio di contagio, ma non eliminarlo del tutto: il virus può trasmettersi con il contatto tra mucose, e il preservativo non è in grado di coprire tutte le aree a rischio e quindi non è considerato uno strumento di prevenzione per HPV. L’unico metodo di prevenzione per i ceppi ad alto rischio è il vaccino, che protegge da circa il 90% dei tumori correlati all’HPV.

C’è un test per verificare se ho contratto l’HPV?

Sì. Per le donne è possibile diagnosticare il contagio di HPV tramite l’HPV-test: questo esame di screening rivela se si è entrati in contatto con il virus, e viene proposto insieme al Pap test che verifica la presenza di lesioni tumorali o pre-cancerose. La positività all’HPV-test non significa che si svilupperà un tumore, perché la maggior parte delle infezioni si risolve spontaneamente. L’esame è consigliato ogni 5 anni a partire dai 30-35 anni, così da evitare il rischio di sovradiagnosi per infezioni che regrediscono spontaneamente, e identificare in modo più affidabile le infezioni persistenti che possono diventare problematiche.

 

C’è un test per verificare se sono presenti lesioni da HPV?

Sì. Il Pap-test è un’analisi che permette di individuare precocemente tumori del collo dell'utero o lesioni pre-cancerose, che nel tempo potrebbero evolvere verso forme più maligne. Si tratta di un esame di screening che si effettua anche in assenza di segni di malattia ed è consigliato a partire dal 25esimo anno di età ogni 3 anni.

 

Che differenza c’è tra HPV-test e Pap test?

Gli esami sono complementari l’uno all’altro. In sintesi, con l’HPV-test si valuta la presenza di infezione, mentre il Pap-test consente di individuare lesioni pre-cancerose o cancerose del collo dell’utero. I due esami sono semplici, non invasivi e possono essere effettuati nel corso di una normale visita ginecologica prelevando un campione di cellule dal collo dell'utero dal canale cervicale, da esaminare in laboratorio.

 

Ho una figlia, dovrei vaccinarla contro l’HPV?

Sì, sia i ragazzi che le ragazze possono contrarre il virus dell’HPV. L’HPV può causare verruche e condilomi, così come forme tumorali. Il tumore più noto è quello della cervice uterina, ma l’HPV è associato anche al cancro orofaringeo, anale, vulvare e altri. La vaccinazione viene offerta gratuitamente in Italia per ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di età (11 anni compiuti): si tratta di una scelta precisa, così da proteggerli prima che possano avere modo di esporsi al rischio di contrarre l’HPV.

 

Ho un figlio, dovrei vaccinarlo contro l’HPV?

Sì, anche i ragazzi possono contrarre il virus, che può causare verruche, condilomi (il 50% dei condilomi HPV correlati è a carico maschile), e lesioni tumorali come il cancro del pene, quello dell’ano e quello orofaringeo. Inoltre, è utile ricordare che attualmente non esiste un esame per individuare il contagio da HPV nei maschi, e dunque i ragazzi possono contribuire alla circolazione del virus senza saperlo.

 

Il vaccino è sicuro per i miei figli?

Il vaccino previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 prevede il vaccino 9-valente, che protegge contro 9 ceppi di HPV ad alto rischio, responsabili del 90% delle lesioni tumorali associate all’HPV. È un vaccino sicuro, i cui effetti collaterali sono analoghi a quelli di altri vaccini, come febbre, dolore, gonfiore e arrossamento nella zona dove è stata fatta l’iniezione, mal di testa o dolori muscolari. Si tratta di sintomi che si risolvono spontaneamente in pochi giorni.

 

Mia figlia è vaccinata: dobbiamo comunque fare il Pap-test e l’HPV-test?

Sì: le donne vaccinate hanno molte meno probabilità di contrarre il virus, ma è opportuno effettuare l’HPV-test e il Pap-test in un’ottica di prevenzione. Esistono infatti alcuni casi particolari di tumore della cervice uterina non legati all’HPV; inoltre il vaccino, pur garantendo un’alta protezione contro le lesioni tumorali, non copre tutti i ceppi di HPV. La migliore azione protettiva prevede l’adempimento al calendario vaccinale, seguito dal Pap-test ogni tre anni a partire dai 25 anni, e un test HPV ogni 5 anni dai 30-35 anni.

 

Non sono più adolescente e forse sono già entrata in contatto con HPV: ha senso vaccinarsi ora?

Il vaccino contro l’HPV non ha effetto terapeutico (non cura le infezioni in corso), ma la vaccinazione è ugualmente importante. Infatti, dopo essere entrati in contratto con l’HPV, il corpo non sviluppa una forte immunità naturale, ed è anche possibile reinfettarsi con lo stesso ceppo a distanza di tempo.

L’efficacia del vaccino diminuisce se eseguito in età adulta (a causa della minore capacità di risposta del sistema immunitario), ma la vaccinazione offre ugualmente un’ottima protezione insieme all’HPV-test e al Pap-test. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 ritiene opportuna la vaccinazione anti-HPV delle donne di 25 anni di età, anche utilizzando l’occasione della chiamata al primo screening Pap-test, e raccomanda l’utilizzo della vaccinazione (secondo gli indirizzi delle Regioni) per tutte le donne.

 


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