Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Ginecologia

Se trascuri la tiroide in gravidanza danneggi l'intelligenza del feto

pubblicato il 30-07-2012

Lo attesta una ricerca condotta dall'Università Cattolica di Roma, i cui risultati sono stati confermati anche in occasione del recente Congresso Mondiale di Endocrinologia svoltosi a Firenze. Tutti i consigli degli esperti per evitare la carenza di iodio

Se trascuri la tiroide in gravidanza danneggi l'intelligenza del feto

Lo attesta una ricerca condotta dall'Università Cattolica di Roma, i cui risultati sono stati confermati anche in occasione del recente Congresso Mondiale di Endocrinologia svoltosi a Firenze. Tutti i consigli degli esperti per evitare la carenza di iodio

250 microgrammi di iodio, in gravidanza, fanno la differenza sia per la mamma che per il bambino. Non è tra gli screening raccomandati e, invece, in maternità controllare la tiroide è indispensabile per garantire al nascituro la ‘salute intellettiva’. La carenza degli ormoni tiroidei materni può infatti causare alterazioni del quoziente di intelligenza. Fino a condizioni estreme di ipotiroidismo congenito e cretinismo.

LA RICERCA – Lo iodio è una componente essenziale degli ormoni tiroidei, che uniti ad altre sostanze  costituiscono il T4 e il T3, fondamentali per regolare la crescita, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e il metabolismo basale (dispendio energetico in condizioni di riposo). La carenza di iodio provoca alcune fra le più comuni disfunzioni della tiroide, quali ad esempio il gozzo, con la formazione di noduli o l’ipotiroidismo, particolarmente dannoso quando non è riconosciuto nella donna in gravidanza. «Il nostro studio condotto su modelli animali - spiega Alfredo Pontecorvi, autore della ricerca e Primario della Divisione di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso il Policlinico Gemelli di Roma - ha dimostrato che gli ormoni tiroidei materni attraversano la barriera placentare e vengono trasferiti al feto quando la produzione ormonale fetale non è ancora iniziata. Ecco perché l’ipotiroidismo materno può alterare lo sviluppo del sistema nervoso fetale aumentando la probabilità di partorire bimbi con difetti lievi ma significativi del quoziente intellettivo». In gravidanza sono pertanto consigliati esami di screening prima e/o agli inizi della gestazione per impostare, laddove necessario, l’adeguata terapia evitando problematiche future per il nascituro. «La misurazione dei livelli plasmatici del TSH – commenta l’esperto - è il modo più economico per fare una diagnosi».

I CONSIGLI ALIMENTARI – Insufficienti livelli di iodio in gravidanza causati in alcuni casi da specifiche condizioni ambientali e più spesso da un ridotto introito alimentare, possono inoltre avere conseguenze simili sul sistema nervoso fetale. Per questo in gravidanza è raccomandata “una dose” maggiore pari a circa 250 microgrammi al giorno. Oltre ad integratori che ne contengono il giusto apporto, un aiuto può derivare da una dieta più ricca di questo elemento. «I cibi da privilegiare sono i pesci di mare ed i crostacei – dichiara Aldo Pinchera, Presidente onorario di AIT, l’Associazione Italiana Tiroide e professore emerito di endocrinologia presso l’Università di Pisa – o le uova, il latte e la carne che ne contengono quantità importanti, mentre concentrazioni inferiori si ritrovano nei vegetali e nella frutta». Sulla tavola non devono mancare patate arricchite di iodio, già in commercio; saranno presto in arrivo anche pomodori, carote e insalate.


Francesca Morelli


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza