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Ginecologia

Virus Zika e microcefalia: adesso il legame è certo

pubblicato il 04-05-2016
aggiornato il 28-02-2017

Gli esperti confermano la correlazione tra l’infezione (Zika) contratta dalle donne incinte e i casi di bambini nati affetti da microcefalia. Le precauzioni da adottare in gravidanza

Virus Zika e microcefalia: adesso il legame è certo

L’infezione da virus Zika è responsabile dei casi di microcefalia riscontrati nei nati da donne contagiate in gravidanza. A trascrivere il messaggio nero su bianco gli esperti dei Centri per la Prevenzione e il Controllo delle malattie statunitensi (Cdc), in un rapporto pubblicato sul New England Journal of Medicine. Un’evidenza che conferma i sospetti iniziali, risalenti allo scorso mese di gennaio.

 

 

LA CONFERMA DEL LEGAME ZIKA-MICROCEFALIA

Esiste dunque una relazione causale tra l’infezione contratta da una donna in gravidanza (o nei mesi subito precedenti) e un aumentato rischio di malattia (oltre che di altre malformazioni cerebrali: si osserva con attenzione la relazione con la sindrome di Guillain-Barrè) nel proprio figlio. È la conferma di quanto gli esperti ipotizzavano da mesi, dopo aver considerato l’improvviso aumento dei casi di microcefalia in Brasile. Gli infettivologi ed epidemiologi dei Cdc statunitensi hanno passato in rassegna tutte le evidenze disponibili e sono giunti alle conclusioni attese. È colpa delle infezioni da virus Zika (contro cui non esiste un vaccino efficace) se nell’ultimo anno in Brasile è aumentata di venti volte la quota di bambini microcefali.

 FOTOGALLERY - COME DIFENDERSI DALLE PUNTURE DELLE ZANZARE? 

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LE TRE PROVE DEL LEGAME

Tre gli elementi che, a detta degli esperti, sono risultati sufficienti a trasformare l’ipotesi in assioma: la «compresenza» dell’infezione e della microcefalia in neonati portati alla luce da donne colpite dal virus nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, l’identificazione del virus nel tessuto nervoso dei neonati microcefali, la rarità dei fenotipi riscontrati nella maggior parte dei neonati colpiti dalla malattia.

 

MA DIVERSI SONO GLI ASPETTI ANCORA DA CHIARIRE

Come dichiarato da Tom Frieden, direttore dei Cdc, «mai prima d’ora era s’era visto che la puntura di una zanzara potesse avere effetti così devastanti». Molti dei quali, in realtà, sarebbero ancora da scoprire. Resta da capire, per esempio, quali altri difetti (oltre alla microcefalia) risultino più probabili nei bambini nati da donne colpite dal virus, trasmesso dalle zanzare del genere Aedes: le stesse che trasmettono i patogeni responsabili della dengue (già temuta in Brasile l’estate scorsa, in occasione dei mondiali di calcio) e della chikungunya.

E se il momento della gravidanza in cui si viene in contatto col virus abbia un ruolo determinante nella comparsa dei difetti cerebrali. Poco chiaro è anche l’intervallo di sopravvivenza del virus nel sangue della gestante. Di sicuro c’è che «i casi di microcefalia provocati dal virus sono Zika sono molto gravi, spesso più di quanto non lo siano tutti gli altri osservati dai pediatri», dichiara Sonja Rasmussen, direttore del dipartimento di salute pubblica dei Cdc. «Simili forme sono descritte in letteratura con la definizione di sindrome della distruzione del cervello fetale: le misure della testa del bambino sono molto più piccole rispetto a quelle che di solito osserviamo nei casi di microcefalia. Gonfiori gravi del viso e contratture articolari sono altri segni tipici osservati in chi nasce da donne colpite dal virus Zika in gravidanza».

 

RESTRIZIONI AI VIAGGI SOLO PER LE DONNE INCINTE

Nonostante la conferma, l’orientamento in chiave preventiva non cambia. Le restrizioni ai viaggi restano consigliate esclusivamente alle donne incinte, dal momento che in tutti gli altri casi l’infezione provoca dei sintomi molto simili a quelli di qualsiasi altra forma influenzale. «Se una donna non può fare a meno di recarsi in uno dei Paesi colpito dal virus, il consiglio è di avere un colloquio col proprio medico e seguire alla lettera le misure preventive indicate», affermano gli esperti statunitensi. «è importante anche usare il preservativo se il partner vive o è reduce da un soggiorno in uno dei Paesi in cui sta circolando il virus Zika». In linea più generale, in questi Paesi è meglio evitare il contatto con le zanzare.


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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