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Studio il ruolo degli oligodendrociti nella sclerosi multipla

Elisabetta Coppi studia il processo di maturazione degli oligodendrociti, coinvolti nella progressione della sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia cronica neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale. Si tratta di una condizione di origine autoimmune, poiché origina da una reazione anomala delle difese immunitarie che, scambiandoli per agenti estranei, attaccano alcuni componenti del sistema nervoso centrale. La reazione provoca uno stato infiammatorio che può danneggiare la mielina - la sostanza che circonda e isola le fibre nervose - mediante un processo detto demielinizzazione.

Nel momento in cui avviene un danno, vengono reclutate cellule chiamate precursori degli oligodendrociti che, diventando oligodendrociti maturi, producono nuova mielina. Nella sclerosi multipla, sfortunatamente, questo processo di ri-mielinizzazione non avviene a causa della mancata maturazione dei precursori. Studi preliminari hanno dimostrato che il processo di maturazione e differenziazione sarebbe inibito dall’azione delle molecole adenosina e sfingosina 1-fosfato (S1P) che, pertanto, potrebbero costituire nuovi possibili bersagli terapeutici.

 

Elisabetta Coppi, ricercatrice dell’Università degli Studi di Firenze, grazie al supporto di una borsa di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi, lavora per identificare nuove strategie terapeutiche che stimolino la maturazione degli oligodendrociti.

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