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L'esperto risponde

Bambini e tablet: quando è troppo?

pubblicato il 13-10-2015

Risponde Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la salute del bambino onlus di Trieste

Bambini e tablet: quando è troppo?

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C’è un tempo limite entro cui i bambini possono stare davanti a internet o pc senza rischi? Qual è il giusto atteggiamento che devono tenere i genitori?
Luigi B, Lipari

Risponde Giorgio Tamburlini (nella foto), presidente del Centro per la salute del bambino onlus di Trieste

Secondo le ultime statistiche riferite da uno studio italiano condotto da Eurispes e Telefono Azzurro, risalente a due anni fa, il tempo trascorso dai ragazzi e giovani in compagnia della tecnologia è decisamente troppo. Anche in Italia avrebbe infatti superato i parametri soglia delle due ore quotidiane raccomandate dalle linee guida americane. Ma non solo: l’indagine ha anche rilevato che questo ‘passatempo’ tecnologico – ed è questo il dato più preoccupante – sta diventando sempre più precoce fra i giovani. Ovvero già il 38% dei bambini al di sotto dei due anni utilizzerebbe un dispositivo mobile per giocare o guardare video, con picchi del 72% fra i bambini di soli 8 anni che maneggiano con troppa facilità i tablet e cellulari di mamma e papà.

Una delle ragioni potrebbe essere ricercata nel fatto che la ‘connessione’ al tecnologico sta diventando una occupazione di comodo o di lusso, e il telefonino il mezzo più frequente per attivarla, regalato ai ragazzini già a 11-12 anni, come premio per la promozione o un regalo di compleanno da ‘grande’. Di per sé il telefonino o internet non sono da demonizzare, ma non sono ‘giochi da bambini’: occorre insegnare ai giovani e alle nuove generazioni a farne un uso consapevole. Questo significa che i bambini, che non sono ancora nell’età della consapevolezza, devono essere seguiti e accompagnati alla loro conoscenza dai genitori, affinché questi strumenti diventino una efficace e valida fonte di informazione e di scambio culturale e non occasione di ‘pericolo’ (e non solo per i siti ai quali si può approdare, ma anche per i rischi per la salute tra i quali la dipendenza che è sempre più frequente), come può accadere con un approccio avventato e/o un abuso.

È necessario pertanto innanzitutto non anticipare i tempi e non introdurre l’abitudine al digitale prima dei tre anni, e in seguito fare attenzione a una serie di segnali di allarme, quali ad esempio la difficoltà del bambino/ragazzino a staccarsi dal dispositivo quando viene chiamato a una svolgere una diversa attività, il quale oltre che sbuffare, rifiuta di allontanarsi dalle sue connessioni. Il rischio in questi casi è che l’utilizzo di tablet ed internet si stia trasformando in dipendenza con importanti risvolti anche su aspetti psicologici e/o cognitivi, quali una incapacità a leggere con attenzione le proprie emozioni o a vivere correttamente la socialità con i coetanei. E, anche dove non vi è (ancora) dipendenza, gli effetti avversi dell’utilizzo pervasivo del digitale su memoria, capacità critiche e attenzione sono già da tempo segnalati.

Quindi come comportarsi? Poiché gli strumenti digitali sono ormai entrati a far parte della ‘comunicazione moderna’ e da cui non possono essere esclusi, specie nel caso dei piccoli o dei ragazzi, occorre insegnare a dare loro il giusto peso. Questo significa che i genitori non devono vietarne l’uso, perché sortirebbe effetti contrari, piuttosto consentirne l’utilizzo in maniera moderata e promuovendo l’interesse dei bambini fin da piccoli verso altre attività più formative e potenzialmente anche più gratificanti, come esperienze, occupazioni che possono interessare i ragazzi e i bambini come ad esempio la lettura, la musica, il gioco con gli amici, lo sport. Questo aiuta i giovani a capire che internet, il pc, il tablet o lo smartphone rappresentano una delle tante opportunità per passare conoscere il mondo esterno e socializzare o per passare il tempo libero, ma che non sono l’unica alternativa, né necessariamente la migliore. Anzi l’indicazione è di ‘smuovere’ i giovani il più possibile dai display, poiché un uso eccessivo della tecnologia porta con sé anche alcune implicazioni fisiche: fra cui l’acquisizione di posture talvolta scorrette e perdurate nel tempo per le ore passate a smanettare, ma soprattutto l’incentivazione alla sedentarietà. Due condizioni che vanno a braccetto con altre patologie importanti: dai disturbi articolari, all’obesità e sovrappeso fino allo sviluppo di diabete anche in età pediatrica. Rischi tutti evitabili con genitori accorti che aiutano i figli a capire che la tecnologia digitale va anche bene, ma occorre soprattutto conoscerla adeguatamente e in tutte le sue sfaccettature.

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