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L'esperto risponde

C'è da fidarsi dei nuovi antidepressivi?

pubblicato il 07-03-2013
aggiornato il 05-01-2017

Risponde la professoressa Nicoletta Brunello, ordinaria di Farmacologia all’Università di Modena e Reggio Emilia

C'è da fidarsi dei nuovi antidepressivi?

Risponde  la professoressa Nicoletta Brunello, ordinaria di Farmacologia all’Università di Modena e Reggio Emilia

Sono giù di morale da un pezzo. Mi sono deciso a dirlo al mio medico di famiglia, anche se mi vergognavo un po’. Mi ha prescritto l’Agomelatina dicendo anche che era un antidepressivo nuovo. Ma delle persone che conosco e che hanno preso o prendono psicofarmaci nessuno l’ha mai sentito nominare. Ho dei dubbi. Forse dovrei andare da uno psichiatra? O il mio medico anche se non specialista è informato? Se potete chiarirmi le idee su questa medicina vi sarei grato. Giuliano D., Orte

Risponde  la professoressa Nicoletta Brunello, ordinaria di Farmacologia all’Università di Modena e Reggio Emilia

«Il suo medico ha ragione. L’Agomelatina, è in effetti un antidepressivo abbastanza recente. Nuovo come tempi e nuovo come impostazione. Il suo nome commerciale è Valdoxan, ma è presente in farmacia anche come Thymanax, ed ha vinto il “Premio Galeno 2012 per l’innovazione” in quanto il suo meccanismo di azione non ha più, come gli altri antidepressivi più o meno recenti, la serotonina quale ”attore” principale, bensì la melatonina. Inoltre ha il pregio di non influire sulla sfera sessuale, né di fare aumentare il peso, né produrre nausea o agitazione. «Come è noto, talvolta con gli Ssri e Snri  (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina) si verifica quale effetto collaterale una riduzione della libido e del piacere. Ecco, con l’agolametina questo rischio non c’è, ed è un elemento non da poco.

EFFICACE COME GLI ALTRI - «Quanto ad efficacia, tuttavia, è paragonabile agli altri farmaci citati, ma si sa che con gli antidepressivi c’è chi risponde a uno e non ad altri: ora disponiamo di un’opzione in più. Purtroppo, forse per via dell’accettazione recente in Italia, l’agolametina è ancora in fascia C, a pagamento. Speriamo passi presto in fascia A, gratuita. «Quanto al meccanismo di azione, l’agomelatina interviene sui recettori MT1 e MT2 della melatonina, che sono coinvolti nella regolazione del ritmo circadiano, ed è  antagonista ai recettori 5-HT2C e 5-HT2B della serotonina. La sua prima e importante azione è di risincronizzare il ritmo del sonno, solitamente alterato in chi è depresso. «Resta da dire dopo quanto tempo agisce: come per gli altri antidepressivi, calcoliamo 4-5 settimane, salvo  eccezioni. Si parte da dosaggi bassi per poi aumentarli. L’azione benefica sul sonno dovrebbe essere la prima a manifestarsi». 


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