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L'esperto risponde

Coinvolgere gli anziani nei trial clinici è una necessità

pubblicato il 22-05-2019

Impiegare un farmaco senza averlo precedentemente sperimentato sugli anziani potrebbe dare una scarsa efficacia, dei risultati inattesi o addirittura avversi

Coinvolgere gli anziani nei trial clinici è una necessità

Nelle ultime due decadi si è assistito a un notevole aumento del consumo e della spesa farmaceutica in Italia. Il fenomeno non è ascrivibile a un'unica causa, ma è indubbio che un ruolo cruciale sia giocato dall’invecchiamento della popolazione. Secondo gli ultimi rapporti annuali sull’uso dei farmaci dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed), negli ultimi anni la spesa farmaceutica pro-capite negli over 65 è stata fino a cinque volte superiore rispetto a quanto osservato per le persone più giovani. 

A ciò va aggiunto che la maggiore disponibilità di opzioni terapeutiche ha portato a un aumentato utilizzo di politerapie, specialmente nei pazienti anziani. Questo incremento dell’uso di farmaci in tale popolazione inevitabilmente determina un aumento del rischio di reazioni avverse da farmaci. Alla luce di questi  dati, è cresciuta l’attenzione a livello della comunità scientifica relativamente alla necessità di monitorare e promuovere l’appropriatezza prescrittiva soprattutto negli anziani.  

Matteo Cesari, primario dell'unità operativa di geriatria, Fondazione Ca' Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, spiega quali possono essere le criticità in parte ancora sottovalutate.  

PERCHE' E' IMPORTANTE
TESTARE I FARMACI SUGLI ANZIANI? 


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