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L'esperto risponde

Colesterolo "cattivo" in menopausa: come controllarlo?

pubblicato il 29-03-2012
aggiornato il 12-07-2017

Con la menopausa il colesterolo "cattivo" tende a aumentare. Dalla dieta corretta all'esercizio fisico, tutti i consigli utili per salvaguardare il cuore

Colesterolo "cattivo" in menopausa: come controllarlo?

Non bastavano le vampate, qualche chilo in più e gli sbalzi d’umore. Con la menopausa sono arrivati anche i problemi di colesterolo. La ginecologa mi ha spiegato che gli estrogeni (in calo naturale durante il climaterio) contribuiscono a mantenere un rapporto salutare tra colesterolo «buono e cattivo» e che con la caduta dei livelli di questi ormoni, insieme al naturale processo di invecchiamento, tende ad aumentare il colesterolo cattivo? Sono confusa, mi aiutate a fare un po' di chiarezza? Cosa si può fare per contrastare questo processo? E’ sempre necessario appena il colesterolo è alto prendere le statine?

Simona B.

Risponde Elena Tremoli, direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino di Milano

La menopausa è un momento molto dedicato per la salute di una donna, durante il quale si verificano alterazioni ormonali e metaboliche che possono ripercuotersi sul benessere generale dell’organismo. E’ poi noto che le donne sottostimano in particolare il rischio di malattie cardiovascolari perché in età fertile sono sotto un certo punto di vista «protette» (come le è stato spiegato) nei confronti di queste patologie.

 

COLESTEROLO ALTO E MENOPAUSA 

Con l’avvento della menopausa, però, il quadro ormonale cambia in modo complesso, si riducono i livelli di estrogeni nel sangue, e anche la donna inizia a presentare gli stessi fattori di rischio dell’uomo.  Prima della menopausa le donne hanno profili lipidici più favorevoli rispetto agli uomini. Tuttavia, dopo i 50 anni le donne tendono ad avere un aumento del colesterolo totale e del colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densità (LDL, il così detto colesterolo cattivo) che andrà a depositarsi nei vasi a formare le placche aterosclerotiche.

Contemporaneamente si osserva anche un abbassamento delle lipoproteine a bassa densità (le cosiddette lipoproteine buone) che hanno il compito di eseguire il «trasporto inverso del colesterolo», ovvero rimuovere il colesterolo dai vasi e dagli ateromi (quelle placche formate da grassi, proteine e tessuto fibroso che si formano nella parete delle arterie).  

In pratica, quando i livelli di colesterolo iniziano a salire oltre la soglia consentita si favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche, che rendono più difficoltosa la normale circolazione del sangue, causando problemi di varia natura in tutto l’apparato cardio-circolatorio. Si calcola che ben il 38 per cento delle italiane in menopausa abbia colesterolemia elevata (o ipercolesterolemia), vale a dire uguale o superiore a 240 mg/dl, oppure sia sotto trattamento farmacologico specifico. Il 35 per cento è invece in una condizione limite, con colesterolemia compresa fra 200 e 239 mg/dl.

Anche i trigliceridi, se non si adotta una alimentazione controllata per quanto concerne l’assunzione di cibi grassi, tendono ad aumentare durante la menopausa. Che fare?

Ecco allora alcuni consigli utili per «tenere a bada» il colesterolo in menopausa, partendo da dieta, stili di vita e movimento:

  • raggiungere e mantenere il proprio peso forma
  • praticare almeno 30 minuti di esercizio fisico 4 o 5 volte alla settimana
  • mangiare pesce (meglio se 3-4 porzioni settimanali)
  • preferire gli oli vegetali rispetto ai grassi animali
  • ridurre il consumo di zuccheri raffinati (dolci, dolciumi, pane bianco, farine, prodotti da forno, ecc.) a favore di cereali integrali e fibre
  • carni grasse, latticini ed in genere tutti i grassi animali dovranno ricoprire un ruolo piuttosto marginale
  • la soia può rivelarsi un prezioso alleato

Infine, nelle donne con elevato rischio cardiovascolare può rendersi necessario (dietro consulto con il medico di base e con un cardiologo) il ricorso a farmaci specifici, come le statine.


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