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L'esperto risponde

Come combattere la pressione bassa in estate?

pubblicato il 15-08-2013
aggiornato il 05-01-2017

Risponde il Professor Pasquale Strazzullo, Direttore U.O.C. di Medicina d’Urgenza e Ipertensione, Azienda Universitaria Policlinico Federico II di Napoli

Come combattere la pressione bassa in estate?

Risponde il Professor Pasquale Strazzullo, Direttore U.O.C. di Medicina d’Urgenza e Ipertensione, Azienda Universitaria Policlinico Federico II di Napoli

Vivo con la pressione un po’ “ballerina”. Come occorre comportarsi in caso di un abbassamento di pressione? G.V., Genova

Si parla di pressione bassa (ipotensione) quando i valori pressori sono inferiori alla norma, ossia la pressione arteriosa massima (sistolica) a riposo scende al di sotto dei 90 mmHg e la minima (diastolica) dei 60 mmHg. L’ipotensione può essere associata ad alcuni sintomi poco specifici –stanchezza, debolezza muscolare, a volte mal di testa o senso di nausea – che possono verificarsi con maggior frequenza in alcune particolari situazioni: con il gran caldo che favorisce la dilatazione dei vasi e ne riduce ulteriormente i valori, in caso di disidratazione determinata il più delle volte da eccessiva sudorazione, abitudine a bere poco, perdita di liquidi con le urine (per diabete mellito, ad esempio) o a seguito di alcune patologie dell’apparato gastrointestinale (diarrea, malattie intestinali o patologie infiammatorie croniche). Se l’abbassamento della pressione è causato, invece, da un rapido passaggio da una posizione seduta alla stazione eretta sono possibili alcuni disturbi più caratteristici: cute pallida e fredda, sudorazione, vertigini, annebbiamento della vista (lipotimia) fino, nelle condizioni peggiori, a una transitoria completa perdita di coscienza (sincope).

In alcuni casi, specialmente nelle persone più anziane, l’ipotensione può essere secondaria a malattie del sistema nervoso o cardiocircolatorio, a disfunzioni endocrine, ad anemia o anche all’effetto di particolari farmaci: in tutti questi casi occorre ricorrere al consiglio del medico. Nei casi più semplici, in assenza di malattia e soprattutto nei più giovani, non occorrono per lo più trattamenti specifici ma, per la sua risoluzione, è sufficiente l’adozione di alcuni corretti comportamenti. Specie nella stagione calda ed in soggetti con una propensione alla pressione bassa, sarà d’aiuto bere un maggior quantitativo di acqua, abolendo invece qualsiasi tipo di alcolici che accentuano la vasodilatazione e aumentano la disidratazione, eventualmente salare un po’ di più (ma sempre senza esagerare) gli alimenti. Nei mesi estivi, è bene fare anche maggiore attenzione alla dieta, evitando pasti troppo abbondanti e ricchi in carboidrati (ipotensione post-prandiale) e alzandosi lentamente da tavola al termine del pasto. Anche l’abbigliamento ha la sua importanza: meglio indossare vestiti leggeri e non esporsi al sole o uscire di casa nelle ore più calde della giornata per non rischiare colpi di calore. Maggiore accortezza, con l’alzarsi delle temperature, va prestata all’assunzione di terapie con farmaci ipertensivi (ed anche di altro tipo) per i quali potrebbe essere necessario ricalibrare il dosaggio sempre sotto consiglio medico.

Se, nonostante questi accorgimenti, ci si accorge di essere sorpresi da un calo repentino di pressione, il suggerimento è quello di stendersi subito a terra, sollevare le gambe ed eventualmente praticare qualche esercizio muscolare di tipo isometrico, ad es. stringere i pugni ripetutamente per qualche secondo o meglio ancora incrociare i piedi e, tenendoli uniti tra loro, tirare con forza con le gambe nel tentativo di liberarli.


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